Una vittoria scaccia crisi quella di ieri sera del Milan contro la Fiorentina, anche per l'allenatore rossonero Sinisa Mihajlovic.
Una vittoria scaccia crisi quella di ieri sera del Milan contro la Fiorentina. Sicuramente per l'allenatore dei rossoneri, Sinisa Mihajlovic, che sembrava essere davvero sul punto di non ritorno. Ma la prestazione molto positiva contro i viola ha riconsegnato alla Serie A un allenatore per la prima volta quest'anno sorridente, cosa rara di questi tempi. L'esultanza del tecnico rossonero dopo il gol di Kevin Prince Boateng parla chiaro. Quella rete è stata come una liberazione, come la conferma che il lavoro fatto non poteva essere buttato alle ortiche. Le parole di Mihajlovic ai media nel dopo gara, hanno poi dato una descrizione reale e tangibile di quello che si poteva intuire: una ritrovata serenità di tutto l'ambiente.
Il tecnico serbo ha spiazzato tutti. Carezze ed elogi al presidente Berlusconi, bravo a parlare nei modi e nei momenti giusti per ridare fiducia al gruppo e importanza all'allenatore. Non solo, Mihajlovic si è congratulato con tutti i suoi giocatori, aprendo ad un possibile ritorno al 4-3-1-2 quando Boateng e Menez saranno al 100%. D'altronde questo è il "suo" modulo, lo schema giusto attorno al quale in estate era stata costruita la squadra. Addio quindi al 4-4-2? Forse, ma non adesso. Il Milan ha finalmente trovato il suo equilibrio e una compattezza anche difensiva che non si vedeva da tempo. Per questo, almeno per il momento, non ne vale la pena cambiare il giocattolo che finalmente funziona a meraviglia. E questo è stato precisato anche dallo stesso Sinisa. Quando i trequartisti saranno al "100%" e ora non lo sono affatto. La sensazione è che il Milan continuerà a giocare così ancora per qualche tempo, poi si vedrà. Ora l'importante è fare risultati, vincere e recuperare. Per prendersi le proprie vendette e raccogliere i frutti di un lavoro costante, professionale e mai banale.
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