Arrivato come un colpo di mercato 'last minute', Diego Laxalt, uruguaiano nel pieno della carriera, potrebbe rivelarsi una mossa indovinata dei rossoneri

In quest'ultimo mese tanti vecchi cuori rossoneri sono rientrati in società, in vari ruoli e con diversi incarichi. E, sul mercato, ironia della sorte, si è riacceso d'improvviso un asse storico, quello con il Genoa, che spesso ha portato in dote al Milan delle meteore (Sokratis Papastathopoulos, Kevin Constant), ma anche degli elementi molto validi (Kevin Boateng, Stephan El Shaarawy, Juraj Kucka).

Diego Laxalt Milan

Sicuramente in questa seconda, prestigiosa categoria può essere iscritto Diego Laxalt, classe 1993, uruguaiano, giunto in rossonero proprio nelle ultime ore della sessione estiva, e, va detto, a condizioni economiche molto vantaggiose per il club di Via Aldo Rossi: 14 milioni di euro più 4 di bonus per rilevarne la proprietà a titolo definitivo ma 11 di questi milioni sono stati 'coperti' dall'obbligo di riscatto del cartellino di Gianluca Lapadula da parte del Grifone.

Un acquisto, quello di Laxalt, definibile in un primo momento 'utile'. Poi, con il passare delle ore ed alla luce dei recenti avvenimenti in casa rossonera, è divenuto intuizione di vitale importanza ed indispensabile. La mezzala ricercata sul mercato (nonostante le smentite di Leonardo e Paolo Maldini) non è infatti arrivata e, il giorno dopo la chiusura delle trattative, il Diavolo ha scoperto un'ipertrofia al muscolo cardiaco di Ivan Strinić che, di fatto, metterà fuori causa il croato a tempo indeterminato.

Ecco, quindi, che Laxalt, entusiasta di essere approdato in maglia rossonera dopo un piccolo assaggio di Milano, sponda interista, nel 2013, 'rischia' di divenire rapidamente titolare della fascia mancina del Milan. In che posizione, poi, lo si vedrà. Il giocatore con le treccine, che ha scelto la maglia con il numero 93, infatti, potrà giocare da terzino sinistro nel 4-3-3 di Gennaro Gattuso, in una posizione dove, con la maglia della 'Celeste' di Óscar Washington Tábarez, ha disputato un ottimo Campionato del Mondo in Russia.

In quel caso, si aprirebbe logicamente il dualismo con Ricardo Rodríguez, che non ha mai pienamente convinto nella sua prima annata al Milan. Laxalt, però, potrebbe agire anche da esterno mancino a tutta fascia qualora Gattuso decidesse di passare al 3-5-2: in questa posizione, il ragazzo si è egregiamente distinto nelle sue 117 gare con la maglia del Genoa. Anzi, nell'ultima stagione, ha sfornato, dal versante sinistro, ben 114 cross nell'area avversaria (immaginate che 'manna' per un falco come Gonzalo Higuaín …) e fornito 3 assist.

In entrambi i moduli, poi, vista l'ottima tecnica e la buona propensione ad inserirsi sotto rete (8 gol nei suoi tre anni sotto la Lanterna), potrebbe anche giocare da mezzala sinistra. Infine, come 'extrema ratio', ma pur sempre una valida arma tattica per il nuovo Milan che punta la Champions League, Laxalt potrebbe persino far rifiatare di tanto in tanto Hakan Çalhanoğlu tanto nel 4-3-3 quanto in un ipotetico 4-2-3-1, comunque nei pensieri di Gattuso. Per lui, ragazzo umile e con tanta voglia di crescere, poco importa la posizione nella quale verrà schierato.

Obiettivo di Laxalt, infatti, tuttofare mancino con il Milan già nel cuore, è quello di conquistare tutti i tifosi rossoneri nel più breve tempo possibile e dimostrare come, seppur con qualche anno di ritardo, sia sempre stato un calciatore meritevoli di grandi palcoscenici come San Siro. Volete conoscere meglio Laxalt? Ecco qualche curiosità che lo riguarda!

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