Giampaolo, l’identikit di un allenatore incompreso

Giampaolo, l’identikit di un allenatore incompreso

Marco Giampaolo continua ad essere accostato alla panchina rossonera. Andiamo a scoprire chi è e come, quest’anno, ha fatto giocare il suo Empoli

di Lorenzo Romagna, @RmgLnz95
Marco Giampaolo, ex tecnico dell'Empoli (credits: GETTY images)

Un futuro ancora tutto da capire. In casa Milan, nell’ultimo periodo, sembra essersi scatenato un grosso vortice. Con la società che non solo è alle prese con la questione della possibile cessione del club, ma anche con il nodo allenatore. Difficile, per non dire impossibile, che sulla panchina rossonera 2016-2017 possa sedere ancora Cristian Brocchi. E per questo in via Aldo Rossi sono iniziati a circolare tantissimi nomi: Montella, Sousa, Emery, Lippi, Garcia e… chi più ne ha, più ne metta. Ma tra i tanti, nelle ultime ore, ecco spuntarne uno nuovo: quello di Marco Giampaolo. Il tecnico nato in Svizzera potrebbe essere già pronto per un importante salto di qualità? Sarebbe la scelta giusta? Domande legittime a cui tutti i tifosi rossoneri cercano di trovare delle risposte. Ma cerchiamo di capire meglio chi è e come gioca l’attuale tecnico dell’Empoli.

Dopo una lunga carriera non ad altissimi livelli da giocatore, terminata nel 97, inizia la carriera da allenatore nella stagione 2000-2001. Fino al 2006, però, ricopre soltanto l’incarico di vice-tecnico, fino a quando il Cagliari decide di affidargli il ruolo di allenatore. Dopo due ottime stagioni nell’Ascoli dell’ex presidente Benigni, alle spalle di Massimo Silva, si conquista la chiamata sarda. Sulla panchina cagliaritana, dopo l’esonero di dicembre e il reintegro di febbraio, riesce a conquistare la permanenza in serie A al termine della stagione.

L’anno successivo, quindi, l’esonero definitivo e l’approdo a Siena, dove conquista la salvezza. Dal 2009 al 2014 milita sulle panchine di Siena, Catania, Cesena e Brescia. E il risultato è sempre lo stesso: il tecnico non riesce mai a terminare la stagione, essendo esonerato da tutti e quattro i club. Nella scorsa stagione ecco, quindi, l’ennesima chiamata. Questa volta è la Cremonese ad affidargli la panchina e il tecnico, da subentrato nel novembre 2014, riesce a condurre la squadra all’ottava posizione. Fino al ritorno finalmente in serie A, sulla panchina dell’Empoli. Il tecnico, che ha sostituito in estate Maurizio Sarri, sta disputando una buonissima stagione e occupa attualmente il decimo posto in serie A.

La media punti dell’allenatore in carriera, però, non è esaltante (1,14) e nemmeno la percentuale di vittorie finora collezionate (28,5%) non lasciano ben sperare. Ma la stagione che ha disputato quest’anno non può non essere considerata. Tanto che il tecnico dei toscani è stato consigliato alla dirigenza rossonera anche da Arrigo Sacchi. Ma veniamo al dunque: come gioca Marco Giampaolo? Beh, arrivarci non è poi difficile. L’allenatore originario della svizzera predilige lo schieramento con il trequartista e non è un caso se proprio Silvio Berlusconi abbia iniziato a visionarlo da vicino. Il centrocampista offensivo (Saponara nel suo Empoli, ndr), infatti, ricopre un ruolo importantissimo, in quanto deve essere abile a muoversi tra le linee e, magari, fornire corridoi invitanti alle punte.

Non solo. Un ruolo fondamentale – sembrerà strano – è svolto anche dai terzini, che molto spesso sono chiamati a dare sostengo in avanti. Così come le mezz’ali che, nel sistema di Giampaolo, devono essere sempre pronte a buttarsi in profondità alla ricerca del gol o del passaggio decisivo. Discorso differente per il regista a cui, invece, spetta il compito di andare a prendere la palla ovunque e abbassarsi, all’occorrenza, nella linea dei difensori. Un modulo, insomma, che quest’anno è sembrato funzionare al meglio. Non a caso secondo molti l’Empoli gioca uno dei miglior calci d’Italia. Tra le tante note positive, però, non possono mancare quelle dolenti. Perché anche le squadre di Giampaolo sembrano subire diversi gol da calcio da fermo. Un problema molto ricorrente negli ultimi anni in casa Milan.

Tra pregi e difetti, dunque, quel che è certo è che il Milan abbia iniziato a puntare fortemente i radar sull’ex Ascoli e Cagliari. Se mai dovesse esserci l’affondo, però, non arriverà prima di giugno. Perché, come ormai noto, in via Aldo Rossi ci sono ancora troppi nodi da risolvere e una finale di Coppa Italia ancora da disputare. Con Giampaolo che, dalla Toscana, aspetta e spera. Il salto in una big potrebbe essere la sua consacrazione finale.

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