FOCUS PM – PALOSCHI: IL NUOVO INZAGHI, UN PREDESTINATO SCARICATO PRESTO

FOCUS PM – PALOSCHI: IL NUOVO INZAGHI, UN PREDESTINATO SCARICATO PRESTO

Alberto Paloschi (fonte foto: calcioblog.it)
Alberto Paloschi (fonte foto: calcioblog.it)

Alberto Paloschi è nato a Chiari (BS) il 4 Gennaio del 1990 ed ha mosso i suoi primi passi da calciatore nelle giovanili del suo paese di residenza, Cividate. Nel 2001, dopo qualche provino negativo con le giovanili dell’Atalanta, venne notato dal Milan e, da Gennaio 2002, entrò a far parte delle giovanili rossonere. Cinque anni dopo fu uno dei protagonisti, segnando ben 23 gol (di cui 3 in finale), dello scudetto della squadra Allievi allenata dal grande Bubu Evani. In seguito fu aggregato alla squadra Primavera, dove continuò a segnare con buona regolarità.

L’esordio, bagnato con un gol, tra i professionisti avvenne sempre nel 2007 in coppa Italia in un Milan-Catania (1-2); tuttavia, il momento più bello della carriera di Albertino con la maglia rossonera rimane indelebilmente il 10 Febbraio del 2008, giorno del suo debutto in Serie A. Paloschi, infatti, subentrò a Serginho e dopo soli 18 secondi, al primo pallone toccato, segnò il gol vittoria contro il Siena entrando subito nel cuore di tutti i tifosi. “È un predestinato” commentò Carlo Ancelotti nel dopo partita e, in effetti, il ragazzo, nel proseguo del campionato, riuscì a ritagliarsi un discreto minutaggio considerando che i compagni d’attacco dell’epoca erano campioni del calibro di Kakà, Ronaldo e giocatori già esperti come Gilardino.

Ovviamente tra gli attaccanti rossoneri c’era anche Filippo Inzaghi, modello al quale Paloschi si è sempre ispirato. Pippo ricambiò fin dall’inizio la stima nei confronti del suo giovane compagno definendolo sempre come il suo erede naturale.

Nonostante le grandi prospettive e le belle parole, nella stagione successiva Paloschi iniziò la lunga trafila dei prestiti non facendo mai mistero di voler tornare, un giorno, al Milan per imporsi con la maglia numero 9 del suo idolo e amico Inzaghi. Tra Milan, Parma, Genoa e Chievo, Paloschi ha collezionato 127 presenze in Serie A andando a segno 35 volte. Al bottino di reti vanno aggiunte le 11 segnate in serie B sempre con il Parma nella stagione 2008-2009 culminata con la promozione dei Ducali nella massima serie.

Dopo che, in estate, il Milan ha ceduto al Chievo anche la seconda metà del cartellino, Paloschi tornerà sabato sera a San Siro da ex, e avrà sicuramente una grandissima voglia di mettersi in mostra e di farsi rimpiangere.

Le etichette per lui si erano sprecate: “Predestinato”, “nuovo Inzaghi”, ma non hanno portato moltissima fortuna al ragazzo che non ha ancora potuto coronare il suo sogno di tornare al Milan da protagonista. Oltre alle ragioni scaramantiche, anche qualche infortunio di troppo ha contribuito a rallentare la crescita di Alberto che non ha mai convinto la società rossonera a puntare decisa su di lui. A posteriori, questa scelta può essere motivo quanto meno di discussione: proprio in un periodo in cui le casse di Via Aldo Rossi non sono cosi piene, forse sarebbe stato meglio dare un’opportunità concreta e reale ad un ragazzo serio, (per di più milanista) e che ha dimostrato di poter dire la sua in serie A. Questo avrebbe anche evitato spese rivelatesi poi inutili per altri attaccanti (Matri su tutti).

Per sabato sera la curiosità di vederlo nuovamente all’opera a San Siro è tanta e sicuramente Paloschi avrà grandi motivazioni per dimostrare ai dirigenti rossoneri di aver sbagliato scaricandolo troppo presto. Probabilmente non ci sarà, da parte del ragazzo, né voglia di rivincita né, tanto meno, di vendetta; in fin dei conti è stato pur sempre il Milan a lanciarlo nel calcio che conta ed il ragazzo non ha mai negato di voler, un giorno, tornare a casa. Tutti i tifosi sperano che, sabato, Paloschi giochi al di sotto delle sue potenzialità ma non possono fare a meno che augurare al ragazzo di disputare un grande campionato, di spiccare definitivamente il volo e, perché no, di coronare il suo sogno in maglia rossonera. In fin dei conti, nel calcio come nella vita, … non si sa mai.

Gaetano De Pippo

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