Bonucci, da Immobile a moto perpetuo: la metamorfosi di Leo

Bonucci, da Immobile a moto perpetuo: la metamorfosi di Leo

Leonardo Bonucci, difensore rossonero, è tornato sui livelli dello scorso anno. E la solidità difensiva del Milan cresce partita dopo partita

di Patrick Iannarelli, @patrick_iannare

Da Immobile a moto perpetuo. Il gioco di parole è inevitabile, anche perché il match di campionato dell’Olimpico è stata una vera e propria figuraccia per Bonucci. Il rosso per la gomitata, l’ironia social e gli equilibri spostati in negativo: una storia successiva ma conseguente a quel match. Sullo stesso campo, ben 171 giorni dopo, Leo si è preso una bellissima rivincita. E da vero capitano è andato a calciare uno dei rigori, senza sbagliare. Ma non si tratta solamente del passaggio del turno e del gol, ma di una consapevolezza maggiore. Il giocatore rossonero ha spostato nuovamente gli equilibri, questa volta in positivo.

SERATE STREGATE – Immobile lo aveva fatto dannare durante il match d’andata, con tante difficoltà su ogni pallone. Un errore clamoroso e una partita da dimenticare, che spinse nel baratro il calciatore. Da quel momento in poi era partita una serie di disquisizioni sul suo utilizzo: non si sapeva quale modulo utilizzare, difesa stravolta, cambi continui. In più Montella era sotto pressione e la squadra non reagiva. E nemmeno Bonucci. Un anno da dimenticare in fretta, in cui il capitano aveva perso la rotta. In cui non c’erano più quelle sicurezze necessarie per poter andare avanti.

2018 – Qualcosa è scattato nella testa dei giocatori e anche in quella di Bonucci. Nella gara di ritorno Immobile non c’era, nel match di qualche giorno dopo in Coppa Italia fu contenuto bene. Ma arrivava da un infortunio. Ieri ci si aspettava mister 32 gol in stagione, ma Leo lo ha reso immobile. In tutti i sensi. Ennesimo clean sheet della gestione Gattuso, il sesto consecutivo. E un Bonucci tutt’altro che Immobile. Qualcosa è cambiato nella testa del numero 19, la fiducia ha iniziato ad impadronirsi di un top player come lui. Il resto lo hanno fatto le qualità tecniche ed un allenatore che è come un martello. E Leo dovrebbe essere abituato a questo tipo di mentalità.

 

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