Mario Balotelli ha disputato, finalmente, una buona partita contro la Juventus. Adesso, però, da lui ci si attende maggiore continuità e qualche gol
Sabato sera, a 'San Siro', il Milan ha perso per 2-1 contro la Juventus, certificando, di fatto, il suo momento di crisi: appena 2 i punti conquistati dai rossoneri nelle ultime cinque giornate (pareggi contro Chievo e Lazio, sconfitte contro Sassuolo, Atalanta e Juventus), pochissimi i tiri in porta effettuati, la zona Europa League che rischia di sfumare proprio nel finale di campionato.
La buona prestazione della squadra di Sinisa Mihajlovic non è bastata per strappare punti alla Juventus, giunta alla sua 21esima vittoria in 22 incontri, ma, almeno, il tecnico serbo ha avuto dai suoi ragazzi la reazione di orgoglio e di carattere che si aspettava dopo una settimana di ritiro punitivo. Soprattutto, Mihajlovic ha ottenuto ottime risposte da Mario Balotelli, lanciato titolare al posto di Luiz Adriano (in carriera, SuperMario non aveva mai affrontato la Juventus dal 1'), e tra gli uomini senza dubbio più pericolosi del Milan nell'ennesima serata triste stagionale.
Balotelli, che era giunto al Milan lo scorso agosto in prestito gratuito dal Liverpool, con metà ingaggio pagato dai 'Reds', avrebbe dovuto, e potuto, essere l'arma in più dei rossoneri in questo campionato, il suo trascinatore, forte dell'esperienza già maturata a Milanello dal gennaio 2014 al giugno 2015, quando aveva collezionato 30 reti in 54 partite e contribuito all'escalation del Milan verso la Champions League sotto la guida di Massimiliano Allegri. Invece, dopo un ottimo avvio (buon derby disputato il 13 settembre 2015 contro l'Inter, bel gol su punizione il 22 dello stesso mese ad Udine nel 3-2 esterno dei rossoneri), Balotelli è stato costretto a fermarsi ad inizio ottobre per via di una fastidiosa pubalgia, che lo ha costretto ad uno lungo stop ed ad un'operazione a Monaco di Baviera.
Rientrato agli albori del 2016, Mihajlovic ha dedicato a Balotelli, accusato di scarso impegno in allenamento, ed in netto ritardo atletico, soltanto scampoli di partita, fino alla minaccia (avvenuta dopo Milan-Genoa 2-1 dello scorso 14 febbraio, quando era entrato in campo svogliato e poco combattivo) di non fargli vedere più il campo se non avesse cambiato il suo modo di approcciare alle gare. A quel punto, SuperMario ha ricominciato ad allenarsi con più voglia, cercando di farsi trovare pronto, come in occasione della semifinale di ritorno contro l'Alessandria, quando il tecnico lo ha chiamato in causa. Ricadendo, però, spesso, nei soliti difetti di una carriera: Balotelli, sovente, gioca radendo l'indisponenza, corre poco e si sacrifica ancora di meno per la causa comune. Ecco perché, Mihajlovic, di volta in volta, gli ha preferito, dopo l'infortunio di M'baye Niang, tanto il fumantino Jérémy Ménez quanto il diligente Luiz Adriano.
Ma, nonostante il gol di quest'ultimo a Bergamo contro l'Atalanta, in occasione di Milan-Juventus Mihajlovic, forse stimolato anche dall'amministratore delegato Adriano Galliani, che aveva chiesto a Balotelli di impegnarsi per guadagnarsi una conferma in rossonero anche nella prossima stagione, lo ha rilanciato titolare. E l'ex Liverpool, a sorpresa, e finalmente, oseremmo dire, si è dimostrato l'uomo più pericoloso in casa Milan, con 4 tiri in 77', di cui 2 nello specchio della porta sui quali è stato semplicemente miracoloso Gianluigi Buffon, e ben 3 occasioni da gol create, tra cui il calcio d'angolo fatato dal quale è nata la rete del momentaneo vantaggio milanista siglato da Alex.
Certo, Balotelli è risultato, secondo i dati in possesso della Lega Serie A, il primatista di giornata per quanto riguarda le palle perse, ben 10, ma poco male. SuperMario si è prodigato per i suoi compagni, cercando di continuo il dialogo, ed ha corso ad una velocità media più alta di quella del resto del gruppo. Mica male, per un giocatore accusato di passeggiare per il campo. Balo sta tornando, ma non basta. I numeri, per lui, sono ancora piuttosto negativi: appena 16 le presenze finora totalizzate in Serie A (con 581 minuti giocati, appena 36' di media a partita), soltanto 5,66 i chilometri percorsi in campo (3 in meno di Philippe Mexes, per esempio, che di partite ne ha disputate soltanto 3 in questa stagione). Da Balotelli, adesso, ci si attende maggiore continuità: l'auspicio dei sostenitori milanisti è che dia seguito alla buona prestazione offerta contro la Juventus anche domenica prossima, contro la Sampdoria, ed in tutte le gare che restano fino al termine della stagione, finale di Coppa Italia inclusa. Se, poi, cominciasse a segnare qualche gol decisivo in più, il Milan non potrebbe che giovarne. Balotelli ha a disposizione 7 gare, tra Serie A e trofeo nazionale, per riprendersi, in via definitiva, il Milan: tocca a lui, è adesso o mai più.
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