ESCLUSIVA PM – Guidolin: “Ki giocatore completo. Io mai cercato dal Milan”

ESCLUSIVA PM – Guidolin: “Ki giocatore completo. Io mai cercato dal Milan”

Francesco Guidolin, ex tecnico di Sung-Yong Ki nello Swansea, ci presenta le caratteristiche, tecniche ed umane, dell’obiettivo di mercato del Milan

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Il Milan, in questi giorni di incertezza sul fronte societario, ancora non sa quale budget avrà per muoversi, in estate, in sede di calciomercato. Quel che è certo, però, è che il direttore sportivo del club di Via Aldo Rossi, Massimiliano Mirabelli, ha già cominciato a sondare il mercato italiano ed internazionale per ‘bloccare’ qualche giocatore interessante in regime di svincolo per poter aumentare la qualità della rosa milanista senza gravare troppo sul bilancio. Uno di questi è Sung-Yong Ki, centrocampista sudcoreano classe 1989, che Mirabelli già conosce bene per averlo avuto nel Sunderland ai tempi in cui il dirigente milanista lavorava per il club inglese.

Noi di ‘PianetaMilan.it‘, però, abbiamo voluto chiedere a chi ha allenato Sung-Yong Ki di fornirci un quadro più completo di questo giocatore poco reclamizzato ma di qualità e quantità: abbiamo, pertanto, contattato Francesco Guidolin, ex allenatore, tra le altre di Udinese, Bologna, Palermo e Swansea. Proprio nella società gallese, dal gennaio al settembre 2016, il tecnico di Castelfranco Veneto ha avuto il piacere di avere alle sue dipendenze Sung-Yong Ki.

Mister, che giocatore è Sung-Yong Ki?

“E’ un centrocampista completo: è abile a giocare in un centrocampo a due, anche se gioca meglio in un reparto a tre, da mezzala destra o sinistra. Fisicamente, però, è ben strutturato, alto 187-188 centimetri, mi pare, quindi può giocare anche a due. Ha buona gamba, fisicità ottima, buone qualità: è un giocatore che sa legare il gioco, vede il gioco e sa fare gioco”.

Nel 4-3-3 di Gennaro Gattuso in che posizione lo collocherebbe?

“A quello ci dovrà pensare Gattuso, eventualmente, non è un ambito non sono di mia competenza. Conosco comunque bene il giocatore: non sempre è continuo nell’esprimere le sue qualità, ma le ha, da giocatore vero. Almeno è quello che ho potuto vedere nel periodo in cui l’ho allenato”.

Che ragazzo è, invece, Sung-Yong Ki, dal punto di vista umano?

“E’ un ragazzo d’oro, uno a posto: è molto educato, molto disciplinato. Un tipo serio, che si fa ben volere. E’ da vedere, però, come andrebbe la sua integrazione in una nuova città, una nuova realtà, un campionato diverso, in un altro clima oltre che in un nuovo spogliatoio. Ma è certamente un bravo ragazzo”.

Ha un aneddoto particolare che la lega a lui?

“Ho avuto piacere di vedere lo Swansea dal vivo contro il Burnley, circa un mese fa, una partita risolta proprio da un suo gol. Gli ho portato bene! A lui come allo Swansea e sono stato molto contento di salutarlo alla fine della partita”.

Che ricordi ha della sua esperienza personale nel club gallese?

“Sono stato benissimo, Credo di aver fatto bene, soprattutto il primo anno, quando sono subentrato a gennaio. Lo Swansea navigava in pessime acque, così come è successo quest’anno con l’allenatore portoghese Carlos Carvalhal. L’ho preso al 17esimo posto in Premier League, ad un punto dalla retrocessione, e siamo arrivati al 12esimo. Un’esperienza sicuramente buona. Poi è cambiata la proprietà, ho avuto qualche problema. Ma senza dubbio è stata un’esperienza positiva”.

C’è mai stato un momento storico nella sua carriera in cui è stato vicino al Milan?

“No, direi di no. La mia carriera è stata piuttosto lunga, ma mi pare di no. Altri club del livello del Milan mi hanno cercato, sì, ma non la società rossonera”.

C’è possibilità di rivederla presto su una panchina di Serie A?

“Non si può mai dire mai nella vita. Io vivo molto sereno in questo periodo della mia vita. Mi rendo conto di essere nella ‘fase finale’ della mia carriera di allenatore, però mi piacerebbe una nuova esperienza all’estero, dopo averne fatte solo due (oltre lo Swansea, il Monaco, nella stagione 2005-2006, n.d.r.). o una Nazionale. Una Nazionale, non ‘la Nazionale’. Poi se capita un bel progetto in Serie A, certamente lo prenderei in considerazione”.

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