Un viaggio lungo un particolare percorso della Tube di Londra, la metropolitana con 13 linee che cambiò i nomi delle fermate, associandoli ai calciatori...

Dal nostro inviato a Londra, Luca Fazzini

Fish and chips, Big Ben, ma anche calcio. Soprattutto calcio. È scontato e doveroso associare il nome dello sport più popolare d’Europa alla città più visitata del continente: nel lontano 1863, infatti, alcuni membri di prestigiose università inglesi decisero di mettere nero su bianco le regole dell’odierno football. Impossibile non parlare di calcio quando ci si trova a Londra, capitale della finanza ma anche del pallone marchiato british. La dimostrazione sono le 14 squadre professionistiche della città: dall'Arsenal al Tottenham, passando per Chelsea, West Ham e Fulham. Ma anche Leyton Orient, Daghenam & Redbridge, Charlot Athletic, Millwall, Sutton United, AFC Wimbledon, Bromley, Brentford e QPR. Inevitabile, allora, che l’aria calcistica sia quotidianamente respirata lungo le streets londinesi.

Metro Londra

Riavvolgendo il nastro della storia nel binomio tra la routine della City e il calcio, emerge una curiosità che intreccia in sé tradizione, cultura e anche un soffio di leggenda. Nel 2013, infatti, in occasione dei 150 della FA (la Football Association, la federazione calcistica inglese), è stata ricostruita una mappa della metropolitana. Dimenticate le fermate dai nomi semplici quali ‘Duomo’ o ‘San Siro Stadio’, ma anche ‘Westminster’ o ‘Piccadilly Circus’. Con questa curiosa e singolare mappa, infatti, potrebbe capitare di dover prendere la ‘Tube’ nella stazione ‘Maradona’ per scendere poi alla fermata ‘Platini’. Un’immersione totale nella storia del calcio inglese e non solo, per un’esperienza particolare e a tu per tu con la leggenda. Tutte le 367 stazioni delle tredici linee della London Underground hanno cambiato nome: presenti la bandiera dei Gunners Van Persie, l’attuale portiere Cech e diversi italiani. Zola, Vialli, Ravanelli, Mancini, Di Matteo, i ‘rossoneri’ Capello e Ancelotti e ancora Maldini, Shevchenko e Beckham. Un respiro di football nel cuore della Tube londinese: è sufficiente una Travelcard per tuffarsi nella leggenda.

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