SHEVCHENKO: “VINCERE LA CHAMPIONS CAMBIA IL DESTINO, IL RIGORE? ERO PRONTO”
SHEVCHENKO: “VINCERE LA CHAMPIONS CAMBIA IL DESTINO, IL RIGORE? ERO PRONTO”
Pietro Locatelli
fonte: http://www.online-news.it/E' forse la finale che viene ricordata di più, lo scontro con la più grande rivale in Italia, per quella partita anche in Europa, era tutto o niente, la Champions e la gloria o la sconfitta e la vergogna. Era Milan-Juventus a Manchester, nel 2003, la prima coppa di Ancelotti, una pena infinita durata per ben 120 minuti e risoltasi solo ai calci di rigore, grazie soprattutto ad una prestazione superlativa del portierone brasiliano Nelson Dida. Poi giunse il momento finale, l'ultimo rigore e sul dischetto si trovava non uno qualunque, ma il pallone d'oro Shevchenko che racconta la sua versione a Forza Milan: "Bisogna avere una freddezza e una calma straordinarie. Mentre percorrevo quei 50-60 metri dicevo a me stesso: ‘Non cambiare decisione, non cambiare decisione’. Avevo infatti stabilito di attendere la prima mossa di Buffon e poi calciare. Avevo davanti a me un grande portiere e una grande persona, ma sapevo di essere in vantaggio rispetto a lui, come tutti quelli che tirano i rigori. Ero pronto e sicuro. I miei occhi erano lucidi, ricchi di energia, in attesa del fischio dell’arbitro. Poi il gol e l’abbraccio con Dida. Tutti siamo stati grandi. Vincere la Champions League significa cambiare il proprio destino, significa entrare e mettere la propria firma nella storia del calcio. Un momento unico e straordinario".