Montella a Sky: “Vincere a San Siro bella soddisfazione. Il Milan? Nessuna rivalsa”

Montella a Sky: “Vincere a San Siro bella soddisfazione. Il Milan? Nessuna rivalsa”

L’allenatore dei viola Vincenzo Montella ha parlato ai microfoni di Sky al termine di Milan-Fiorentina disputata questa sera a San Siro

di Peppe Gallozzi

ULTIME MILAN– Vincenzo Montella ha parlato ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria per 1-3 della Fiorentina a San Siro con il Milan:

Sulla partita: “Partita perfetta? Non è stata perfetta perchè sul 3-0 abbiamo concesso qualcosa in termini di attenzioni. Battere il Milan e farlo a San Siro davanti a 50,000 spettatori è sempre una grande soddisfazione”

Sulla possibile rivalsa: “Sono contento di aver vinto in questo stadio ma non avevo nessuno spirito di rivalsa. Il Milan che ho allenato era un altro Milan, un’altra dirigenza con la quale abbiamo vinto la Supercoppa e riportato in Europa la squadra senza fare mercato. Non è stata un’esperienza negativa, tutt’altro. C’era un altro disegno e ringrazio chiunque mi abbia dato la possibilità di lavorare con i rossoneri. Da Galliani a Fassone”.

Sulla standing ovation a Ribery: “Me l’aspettavo e l’ho tolto per quel motivo lì. Non è più quelli di 5-6 anni fa ma a me va bene ugualmente. E’ di quei calciatori che stanno sempre dentro la partita, hanno capacità sopra la media”.

Sull’equilibrio tattico: “Abbiamo trovato questo equilibrio dopo aver fatto partite di grandissimo livello. La squadra ha delle certezze e nonostante fosse la terza partita ho continuato con la stessa formazione. Ci siamo ultimati con quattro calciatori dopo l’inizio del campionato lavorando pochissimo insieme”

Su Ribery: “Non posso chiedergli di fare tutta la fascia e Chiesa lo volevo avvicinare alla porta. Con un difensore centrale in più sapevo che potevamo palleggiare meglio. In ogni caso Frank ha fatto una grandissima partita”.

Sulla contestazione di San Siro al Milan: “Quando lo stadio si alza e ti fischia non è facile. Mi dispiace per i tifosi del Milan e per i tanti calciatori che ho allenato. Sono momenti transitori che succedono a tutti, anche agli allenatori”.

 

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