Milan, quella volta che Kaladze fece impazzire Gattuso al suo compleanno

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – Quella volta che Kakhaber Kaladze fece impazzire Gennaro Gattuso al suo compleanno. Ecco il curioso aneddoto

di Renato Panno, @PannoRenato
AMARCORD - L'aneddoto, 'Quella volta che...'

Milan, lo scherzo di Kaladze a Gattuso

 

ULTIME NOTIZIE MILAN NEWS – E’ risaputo che una squadra, prima di avere fuoriclasse importanti, deve costruire un rapporto quasi familiare anche fuori dal campo. Il cosiddetto ‘gruppo’ di cui si sta parlando molto anche per il Milan attuale, grazie al quale sono arrivati risultati importanti in questo 2020. Una compagine così coesa non si vedeva da tantissimo tempo dalle parti di Milanello, probabilmente dai tempi d’oro con Carlo Ancelotti allenatore. Quel Milan, oltre che dal punto di vista tecnico, era formato da uomini di valore legati da una profonda amicizia. Legami del genere permettono di andare oltre ai normali rapporti, spesso anche formali. Quando c’è lo scherzo vuol dire che tutto diventa più vero e genuino.

Ed ecco che, a proposito di scherzi, ci piace raccontarne uno epico architettato da Kakhaber Kaladze nei confronti di Gennaro Gattuso. Il carattere duro e istintivo di ‘Ringhio’ lo rendeva spesso il bersaglio preferito dai compagni di squadra. In questa occasione il burlone Kakha ha sfruttato il compleanno dell’attuale allenatore del Napoli per costruire una scenetta ad hoc con picchi di genialità inaudita. Carlo Ancelotti, all’interno del suo libro ‘Preferisco la Coppa’, ha raccontato il momento esatto in cui il georgiano ha chiesto la parola in allenamento:

Mister, scusa ma devo dire una cosa importante”.

“Prego Kakha”

“Mancano 3 giorni al compleanno di Gattuso”.

Forse gli era saltata qualche rotella, ma abbiamo fatto finta di niente. La sera a cena, di nuovo “Scusate ragazzi devo parlarvi”.

“Dicci Kakha”.

“Mancano due giorni e quattordici ora al compleanno di Gattuso”.

Il mattino seguente stessa scena. Ha alzato la mano e io non l’ho neanche lasciato parlare: “Vai Kakha…”.

“Mancano due giorni al compleanno di Rino Gattuso”.

I compagni cominciavano a ridere, Rino a incazzarsi. Si sentiva tirato in mezzo. Il conto alla rovescia è diventato un tormentone fino alla notte dell’8 Gennaio:

“Ragazzi mancano 3 ore al compleanno di Gattuso”.

Rino ormai non riusciva più a controllarsi. L’avrebbe preso a bastonate. Finalmente poi è arrivato il 9 Gennaio: niente. Zero. Tutti zitti. Il silenzio dei giorni peggiori. Allora sono intervenuto io: “Kakha, non è che per caso hai qualcosa da dire?”.

“No mister, e perché mai dovrei parlare?”.

“Ma non ti sei dimenticato niente?”.

“Direi proprio di no”.

Ho guardato Rino con la coda dell’occhio, era carico come una bomba, pronto ad esplodere. Si è tenuto, pensava di aver vinto lui. Il 10 gennaio, a colazione, in ritiro, Kaladze si è avvicinato a me con una faccia tristissima. Sembrava che fosse successo qualcosa di grave: perciò mi sono preoccupato e ad alta voce gli ho chiesto: “Ma c’è qualcosa che non va?”

“Sì, mister, mancano 364 giorni al compleanno di Gattuso”

Boato in sala, eravamo di fronte a un genio.

Subito rincorso da Rino, che lo ha raggiunto e gli ha tirato un sacco di mazzate: credo sia lì che Kakha ha iniziato a sentire i primi scricchiolii al ginocchio.

Un gruppo vero, una squadra formidabile che ha vinto tutto quello che c’era da vincere. Probabilmente anche grazie a questi retroscena, importantissimi per cementare il rapporto non solo in campo, ma anche fuori.

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