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“Schemi, schemi fate troppa teoria”. Le parole del 2018 di Allegri rimbombano sempre di più

'Schemi, schemi fate troppa teoria'. Le parole del 2018 di Allegri rimbombano sempre di più
Altro fallimento per l'Italia che manca il mondiale per la terza volta consecutiva. Risuonano, rimbombano le parole di Allegri nel 2018. Ecco cosa disse
Emiliano Guadagnoli
Emiliano Guadagnoli Redattore 

Risuonano come non mai d'attualità le parole di Massimiliano Allegri dette ormai nel lontano 2018 nel post partita di Inter-Juventus a Sky Sport. L'attuale allenatore del Milan faceva un paragone tra il calcio e il basket parlando dell'importanza degli schemi: "Schemi, schemi, schemi, fate troppa teoria. Gli schemi non funzionano neanche nel basket che l’azione dura 24 secondi e il campo è di 20×25, non so nemmeno quanto è grande, 15×25? Lì giocano con le mani e corrono con i piedi, lo schema non esce, la palla la danno al più bravo che fa l’uno contro uno e va a canestro. Gli schemi non vengono nel basket".

Allegri e il parallelo basket-calcio

E lì poi il parallelo con il calcio: "Voi pensate che in un campo di calcio dove si gioca con i piedi e si corre con i piedi, ci sono i contrasti vinci con gli schemi. Scusate, ma se vincono gli schemi Messi non vale 250 milioni, Ronaldo 400 e Higuain 100 milioni". Nel giorno successivo all'ennesimo fallimento del calcio italiano queste parole sono ancora più importanti: Allegri aveva già capito anni e anni fa quanto siano importanti le giocate individuali per vincere alcune partite e gli schemi, per quanto pensati e costruiti bene, a volte non bastano così come il gioco.


Italia serve qualità individuale 

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Non è un caso che l'Italia continui a fare fatica senza calciatori che siano in grado di risolvere una partita difficile come quella contro la Bosnia. Tra i convocati di Gennaro Gattuso non era presente un calciatore come Bernardeschi in forma smagliante con il Bologna, con una vittoria all'Europeo in carriera e in grado di creare giocate dal nulla. Discorso simile con Zaniolo che sta vivendo una stagione stellare all'Udinese. Anche lui poteva dare frizzantezza e fantasia. E le parole di Allegri rimbombano: l'Italia deve lavorare sul talento individuale fin dai giovaninissimi, manca troppo un numero dieci a questo movimento calcistico.