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Come modernizzare il Milan? Oettle: “È una bella sfida”. Sullo stadio affermazioni solenni

Daniele Triolo Redattore 
Maikel Oettle, Chief Commercial Officer del Milan, è intervenuto ieri - ad Amburgo (Germania) - durante la SPOBIS Conference, un importante evento sull'industria sportiva e sull'innovazione nel settore: le sue dichiarazioni hanno toccato vari temi

Maikel Oettle, Chief Commercial Officer del Milan, è intervenuto alla 'SPOBIS Conference' di Amburgo, Germania, un evento dedicato all'industria sportiva e all'innovazione nel settore, con la relazione tra gli sponsor e i club di calcio al centro di uno degli interventi più apprezzati.

Sul Milan, Oettle - come riportato da 'Calcio e Finanza', presente all'evento - che «innanzitutto, siamo in una posizione incredibilmente forte, perché lavoriamo per un club o rappresentiamo un club che ha avuto un enorme successo nella sua storia. Il secondo club più vincente per titoli di Champions League. È vero che non ne vinciamo uno da un po’, ma siamo ancora al secondo posto».

Milan, Oettle: "Qualche anno fa ci siamo dati una nuova visione"

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Quindi, Oettle ha aggiunto: «Poi abbiamo il vantaggio geografico di essere a Milano, capitale della moda, che ci dà anche una sorta di elemento distintivo, anche fuori dal campo. E qualche anno fa ci siamo dati una nuova visione e abbiamo stabilito che, qualunque cosa facciamo, cerchiamo sempre di reinventare un po’ la ruota e di fissare uno standard che poi altri possano seguire».

Il CCO del club di Via Aldo Rossi ha così proseguito: «Dopo l’era Berlusconi, purtroppo, il club era stato gestito così male che dovevamo fare qualcosa di nuovo. L’idea era che le best practice di solito non arrivano dal tuo stesso settore, ma da altri ambiti: assumere talenti da altri settori, affrontare i temi in modo diverso e naturalmente anche legarsi a brand che rappresentano l’innovazione e che possono portarci valore aggiunto».


"Modernizzare il Milan è una bella sfida"

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Oettle ha anche risposto ad un interrogativo, ovvero su come si riesca a preservare la tradizione e, allo stesso tempo, modernizzare un club con 126 anni di storia alle spalle come il Milan. «È una sfida, ma una bella sfida. Il bello del nostro club è che storicamente è sempre stato innovativo. Già con Silvio Berlusconi l’innovazione era centrale: costruire un impero mediatico e politico attorno a un club di calcio. Anche lo stile di gioco era innovativo: mentre tutti giocavano catenaccio, lui disse giochiamo all’attacco, con quattro attaccanti. Ma è un equilibrio difficile. Soprattutto quando giochi con la componente lifestyle. Se hai una stagione sportiva non di successo, come l’anno scorso, i tifosi più hardcore protestano subito se tocchi la maglia. L’anno scorso, nonostante una stagione sportiva non ideale, abbiamo ottenuto risultati record nel merchandising e nelle sponsorship, grazie soprattutto a partner globali».

La chiosa sul nuovo stadio, che il Milan costruirà, nei prossimi anni, con l'Inter in zona San Siro, accanto all'attuale impianto sportivo 'Giuseppe Meazza' che sarà quasi totalmente demolito. Così Oettle: «Lo stadio è un tema enorme. Sono arrivato nel 2019 e mi dissero subito: “Dobbiamo vendere i naming rights del nuovo stadio”. Ora siamo nel 2026. In Italia l’innovazione infrastrutturale è lenta. Ma abbiamo raggiunto un grande traguardo: abbiamo comprato lo stadio. Ora stiamo pianificando il nuovo impianto accanto a San Siro. Il vecchio stadio verrà in gran parte demolito, resterà un museo. Vorremmo andare più veloci, anche per i partner. Ma l’ambizione è costruire uno dei migliori stadi d’Europa».