Sacchi: “Stasera che vinca il migliore”

L’ex allenatore rossonero, Sacchi, ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui affronta diversi temi: dal match di oggi alla situazione Icardi. Le sue parole.

di Stefano Bressi, @StefanoBressi

In rossonero ha vinto tutto, adesso non allena più ormai da anni, ma Arrigo Sacchi resta un grandissimo esperto di calcio, ovviamente. Oggi ha partecipato all’evento “La percezione dell’arbitro nello sport e nella società” a Firenze e ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti, anche sulla partita di stasera tra Atalanta e Milan (per alcune curiosità sul match, clicca qui), ma non solo. Ecco le sue parole, innanzitutto ovviamente sul rapporto con gli arbitri: “Gli arbitri sono indispensabili, il mio rapporto con loro è sempre stato nel senso del rispetto, sapendo che senza di loro non si può giocare”.

Su Atalanta-Milan: “Non so se è uno spareggio Champions. Mi auguro che sia una bella partita e che vinca chi meriterà di più. Questa parola, merito, dovete mettervela in testa tutti. Molti, spero sempre meno, giudicano il risultato: così non si cresce. In Spagna, tanti anni fa, vincemmo con l’Atletico Madrid contro la prima in classifica. Non avevamo giocato bene: la stampa non celebrò la vittoria. Quando faremo così in Italia cresceremo, altrimenti no”.

Cosa gli piace del calcio italiano di oggi: “Tutte le squadre che giocano cercando un calcio propositivo, divertente, emozionante, che sia uno spettacolo. Un italiano che allenava in Spagna disse che fino a quel momento avevano giocato bene e dovevano iniziare a vincere. La domenica successiva è stato esonerato”.

Su Icardi: “Essendone al di fuori, non posso dire nulla. Io ero molto attento quando acquistavo un giocatore, soprattutto alla sua etica, alla sua passione, al suo entusiasmo. Bisogna essere attenti, poi io Icardi non lo conosco quindi non posso commentarlo”.

Su Chiesa: “I nostri ragazzi partono in un Paese dove preferiamo distruggere che costruire. Prima ci si difende e poi si vede. È evidente che così non c’è grande creatività. In più, in uno sport difensivo, da allenatore si preferirebbero i giocatori esperti ai ragazzi. Poi i mass media ci mettono del loro, dicendo cose eccessive alla ricerca di un protagonista per poi scaricarlo. Chiesa ha tutto per diventare bravissimo. Io ho scritto di Zaniolo che mi auguro che la presunzione e il protagonismo non inficino le sue migliori doti, ossia generosità, entusiasmo e passione. Negli sport di squadra ci sono elementi imprescindibili per stare in una squadra ed elementi negativi. I primi sono la modestia, un’etica del collettivo e una voglia di sacrificio per i compagni. Entusiasmo e intelligenza, che l’ego non deve mai superare. Voi, una parte di voi, cercate di far sì che l’ego cresca troppo, creando danni a questi ragazzi”.

Su Mancini, che ha convocato sia Chiesa e Zaniolo che Quagliarella: “Il conservatorismo becero significa rifiutare il cambiamento. Chuchill diceva che cambiare non equivale a migliorare, ma che per migliorare bisogna cambiare. Einstein diceva che solo i pazzi continuano a fare le stesse cose pensando di cambiare il risultato. Non dobbiamo essere pazzi”.

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