Milan, Pobega: “Ecco cosa mi hanno insegnato in rossonero” / News

Pobega, attualmente nello Spezia, è cresciuto nel Milan e ha svelato cosa gli veniva detto nel settore giovanile milanista. Le sue parole

di Stefano Bressi, @StefanoBressi
Tommaso Pobega AC Milan

Pobega e i segreti del settore giovanile del Milan

Attualmente gioca nello Spezia ed è uno dei maggiori talenti del club ligure. Il futuro di Tommaso Pobega, giovane centrocampista classe 1999, è però al Milan. Il centrocampista è infatti di proprietà rossonera, ma allo Spezia solo in prestito. Intanto, alla Giovane Italia, si è raccontato tra passato e futuro. Ecco le sue parole.

Sull’università: “Sono iscritto all’Unipegaso alla facoltà di economia. Ho sostenuto un esame universitario prima della partita con la Sampdoria (ride, ndr)”.

Sul suo arrivo al Milan: “Mi ricordo benissimo l’emozione quando sono arrivato al Milan. I miei genitori e mio fratello non sono mai stati troppi assillanti. Nei primi colloqui fatti con lo staff del Milan non ero neanche presente perchè i miei genitori volevano tutelarmi. Mi avevano quasi tenuto nascosto l’approdo al Milan per non crearmi aspettative”.

Sul percorso di crescita: “È difficile il percorso di crescita e le aspettative sui giocatori. Il salto è grosso dalla primavera alla prima squadra. Se si fa subito bene sotto età si pensa subito a portare i giocatori in prima squadra ma magari non si è totalmente pronti. Nelle prime esperienze professionistiche ho capito quanto fosse diversa l’esperienza, anche soltanto parlando dell’importanza del recupero palla”.

Sugli insegnamenti al Milan: “Al Milan ci è sempre stato insegnato che l’obiettivo andava raggiunto, si poteva raggiungere anche con alcuni inciampi ma andava raggiunto. Ho capito che è giusto fare il percorso adatto, che non serve per forza saltare la categoria ma che se un determinato percorso mi può portare al risultato allora va seguito”.

Su Locatelli e Calabria: “Su Locatelli ci sono state tante aspettative ma perchè era partito benissimo e allora bisognava tentare una sorta di percorso che saltasse le categorie. All’inizio ha fatto benissimo e poi, come è normale che sia, è un po’ calato. Sui ragazzi del settore giovanile ci sono sempre i discorsi ‘bravo sì, ma..”. All’inizio a Calabria gli arrivarono tante lodi, poi critiche ma alla fine ognuno ha il suo percorso”.

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