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Milan, le ragioni dei Sì Meazza: ecco perché vogliono tenere San Siro

Milan e Inter costruiranno il nuovo stadio di Milano? | AC Milan News (Getty Images)

Il gruppo Sì Meazza ha inviato una lettera che Calcio e Finanza ha poi pubblicato, in cui spiega perché vuole tenere l'attuale San Siro.

Stefano Bressi

"Il nostro movimento opera non contro qualcosa, ma per la salvaguardia e l’eventuale ammodernamento dello Stadio Meazza, per recuperare a verde la immensa distesa di cemento attorno alla stadio, per riqualificare l’ambiente urbano peraltro già interessato da altre operazioni immobiliari. Noi ci auguriamo che il Sindaco e la Giunta portino rapidamente in Consiglio Comunale le motivazioni alla base della dichiarazione di pubblico interesse. Infatti, da quanto si è appreso da notizie stampa sulla vicenda dello stadio e delle aree di San Siro, la Giunta di Milano su proposta del Sindaco ha deliberato l’”interesse pubblico” del nulla: infatti non vi è lo studio di fattibilità; non è definito il progetto del nuovo stadio sulla cui realizzazione di conseguenza si realizza un intervento immobiliare e finanziario proporzionato solamente al costo del nuovo impianto (così prevede la legge); non vi è soprattutto una motivazione come prevede la legge, sulla rinuncia dell’obbligo prioritario, il recupero dello stadio esistente. ILa legge infatti stabilisce che “il pubblico interesse è dichiarato sulla base di uno studio di fattibilità che motivi l’eventuale mancato rispetto della priorità, ovvero il recupero degli impianti esistenti”. In realtà lo stadio Meazza non è neanche da “recuperare”. Recentemente lo stadio ha ospitato gare importanti: dal derby alla semifinale e alla finale di Uefa Nations League. Nel 2016 (solo cinque anni fa) sono stati fatti dal Comune ulteriori interventi per la sicurezza statica dell’impianto e l’adeguamento a norme internazionali, tali da consentire lo svolgimento della finale di Champions League (Real MadridAtletico Madrid). A settembre 2021 sono stati fatti ulteriori collaudi sul primo anello che hanno confermato la solidità della struttura. E la struttura esistente può consentire, a detta di molti ingegneri e architetti, di eseguire interventi per lo showbiz, come chiesto dalle due società: e il tutto, a costi molto più ridotti, meno della metà di quanto costi un nuovo impianto, peraltro non ancora definito. E sarebbe cosa buona e giusta che il Sindaco relazioni, adesso, sullo stato della trattativa con il fondo americano e la società cinese, visto che di questo non si è mai parlato in campagna elettorale, finita un mese fa. Rileviamo infatti che nel programma elettorale del Sindaco Sala, “Milano sempre più Milano Programma 2021-2026”, non si fa mai accenno alla vicenda dello Stadio di San Siro, pur affrontando vari temi di urbanistica o di rigenerazione urbana, come si usa dire adesso. Nel programma sono citati l’Agorà, il Lido, il Centro Ippico Lombardo, la piscina Cardellino, il Palasharp, il PalaItalia, ma mai San Siro. Anzi, più volte si dice che “si deve privilegiare sempre il riuso, il recupero e la riduzione sistemica del consumo di suolo “(pag 14) e “il risanamento e il rilancio degli impianti cittadini” per il grande appuntamento delle Olimpiadi 2026. Per questo il Meazza, va bene: per inaugurare le Olimpiadi, ma non per continuare nella sua gloriosa storia? E in base a quali studi, a quali perizie tecniche?. A noi sembra giusto e corretto che nella sede più rappresentativa di tutti i cittadini, nella sede del Consiglio Comunale, si esibiscano documenti tecnici amministrativi, studi di fattibilità, e il Sindaco e la Giunta motivino, oggi, non due anni fa, la necessità della demolizione dello Stadio Meazza. Su questa esigenza di chiarezza vorremo che si pronunci il Consiglio Comunale e per questo chiediamo incontri ai singoli gruppi consiliari. Riservandoci una più ampia iniziativa, confidiamo che le forze politiche presenti in Consiglio comunale (di maggioranza e di minoranza) colgano l’importanza di avere un organo istituzionale in grado di esprimere, come è sempre stato nella storia dal dopoguerra in poi, la voglia e il dovere del confronto democratico, onde scegliere per il meglio nell’interesse di tutti (tutti) i cittadini". Queste intanto le notizie più importanti della giornata di oggi >>>

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