Milan – Il progetto di Elliott tra dirigenza, mercato e… giro d’affari

Attraverso la propria pagina web, Bollettino Milan, ecco le parole del giornalista di Repubblica, Luca Pagni, sull’attuale situazione rossonera

di Donato Bulfon, @DonatoBulfon

Sono ore e giorni decisivi per il futuro societario del Milan, con la grande attesa della decisione del TAS di Losanna in merito alla partecipazione rossonera alla prossima Europa League, in arrivo giovedì, e l’assemblea dei soci di sabato.

In tal senso, ecco le parole di Luca Pagni, giornalista di Repubblica, attraverso la propria pagina web, “Bollettino Milan”: “Non avevano molti dubbi sulla sorte di mister Yonghong Li. Da mesi, i dirigenti del fondo Elliott si stavano preparando per prendere il posto della cordata cinese, strangolata da una operazione finanziaria che fin dall’inizio e’ apparsa insostenibile, vuoi per la valutazione eccessiva data al Milan, vuoi per la mole di interessi da pagare (con un tasso medio attorno al 10 per cento), vuoi per aver dimostrato di non avere quella solidita’ finanziaria e gli appoggi politici che sosteneva di aver raccolto.

Di conseguenza, Elliott – che aveva studiato a fondo le carte e i documenti della vendita del Milan, sapeva che sarebbe stata solo questione di tempo. Aveva gia’ provato alla fine dl 2017, ma mister Li era riuscito a portare i fondi necessari per chiudere l’aumento di capitale lanciato in estate. A fine primavera, il bluff di un uomo d’affari che si era presentato con un patrimonio personale da 500 milioni (e che pure era stato ritenuto attendibile da consulenti finanziari e studi legali di primo livello) e’ stato scoperto. Resta da capire da chi aveva avuto i soldi per coprire una buona parte dell’operazione (oltre 500 milioni), ma questa e’ un’altra storia.

Certi di come sarebbe andata a finire, i dirigenti di Elliott si sono preparati per tempo, avendo tra l’altro cominciato a investire in Italia (sono soci di minoranza in Ansaldo e primo azionista di Telecom). Nell’autunno scorso, Repubblica scrisse che Paolo Scaroni sarebbe diventato presidente del Milan nel caso in cui mister Li fosse saltato. Qualche mese piu’ tardi, il sito CalcioFinanza rivelo’ che Elliott si era affidata a cacciatori di teste per selezionare i futuri dirigenti. Entrambe le notizie vennero smentite, ma lasciamo ai lettori del Bollettino giudicare, visti gli avvenimenti successivi.

Tutto questo per dire, che Elliott da tempo ha elaborato una sua strategia che riguarda dirigenti, investimenti sul mercato, sponsorizzazioni, questione stadio, rapporti con l’Uefa. Nulla e’ stato lasciato al caso: il Milan verra’ gestito non piu’ solo come una societa’ di calcio, ma come un gruppo del settore “intrattenimento”, che deve stare in piedi con le sue gambe, decorrelato dai risultati sul campo. Intendiamoci: il Milan deve tornare ai vertici, portare i tifosi alla stadio grazie al gioco e ai campioni, partecipare alle Coppe europee, ma l’aumento del giro d’affari sara’ prioritario rispetto alle vittorie. Come da tempo stanno facendo i club inglesi: se poi arrivano i successi, meglio. E con un marchio come il Milan, tra i piu’ conosciuti al mondo, anche se negli ultimi anni un po’ impolverato, negli uffici londinesi di Londra sono sicuri di riuscirci”. Intanto, il Milan è alla continua ricerca di un bomber per la prossima stagione: ecco i due candidati…

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