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Criscitiello: “Gravina si deve vergognare per aver ammazzato il calcio italiano”

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Michele Criscitiello, giornalista sportivo e direttore di Sportitalia, ha voluto parlare della Nazionale Italiana dopo non aver centrato, per la 3 volta consecutiva, la qualificazione al Mondiale
Alessia Scataglini
Alessia Scataglini

Michele Criscitiello, giornalista sportivo e direttore di Sportitalia, ha voluto spendere alcune parole sull'ennesimo fallimento della Nazionale Italiana. Con la partita persa di ieri, l'Italia è da 12 anni che non si presenta al Mondiale, la terza consecutiva. L'ultima edizione, infatti, risale a quella del 2014 in Brasile. Ecco, di seguito, lo sfogo di Criscitiello:

"La nostra guerra al calcio italiano non è una guerra per amicizie, per simpatie o antipatie. Bisogna conoscere il calcio italiano, bisogna conoscere i personaggi. Contro Gabriele non abbiamo nulla, persona eccezionale. Ci vai a pranzo, simpaticissimo. Una persona d’oro, un grande imprenditore. Ma si deve vergognare perché ha ammazzato il calcio italiano, non questa sera. Lo ha ammazzato da anni. Chi oggi è nella Federazione Italiana Giuoco Calcio è da anni complice: da Brunelli in giù, dai Valentini in giù, coloro che pensano ai tornaconti personali.


Lo stiamo dicendo da anni, non ci avete chiuso la bocca, non ce la chiuderete. Ci divertiamo col calcio. Non ci interessa di quello che ci avete fatto e che ci farete. Ci potete portare in tribunale, dovete portarci in tribunale. Ci possiamo vedere davanti a in giudice ma l’Italia ha bisogno della verità. L’Italia non ha bisogno dei giornalisti che oggi vi parleranno e vi racconteranno che forse c’era un fallo o un’espulsione. Tutto vero ma non ce ne frega niente. Non è quello che sancisce la morte del calcio italiano. Il calcio italiano è morto da dieci anni. Si è fermato nel 2006. Non c’è stata un’evoluzione. Con i settori giovanili hanno ammazzato i campionati di Serie D, di Serie C, di Serie B e di Serie A. Lo squallore totale non è quello di stasera, non è neanche la punta dell’iceberg.

Non abbiamo neanche toccato il fondo. Il fondo lo avevano toccato quando ci hanno preso il culo per aver parlato di Adriano Galliani come nuovo presidente della FIGC a 81 anni. Ci vuole uno che domattina prenda in mano la situazione del nostro calcio e faccia una rivoluzione".