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Blue Skye-Elliott, nuovo scontro nella causa per la cessione del Milan

Fabio Barera Redattore 

Ci sarebbe un nuovo scontro tra Blue Skye ed Elliott nella causa per la cessione del Milan da parte del fondo a RedBird

Nel corso degli ultimi mesi sono state molteplici le occasioni di scontro tra Blue Skye ed Elliott nella causa intentata dalla prima società nei confronti della seconda per la cessione del Milan. Già in data 17 maggio 2023, era fallito il tentativo da parte dell'azienda di Salvatore Cerchione e Gianluca D'Avanzo di ottenere un'ampia documentazione sulla cessione del club rossonero al nuovo proprietario RedBird.

In modo particolare Blue Skye era riuscito ad ottenere solamente i documenti di due dipendenti di Elliott nella sede di New York. Il che è senza dubbio un successo. Tenendo in considerazione che negli USA il regime 1782 è storicamente avvezzo nell'accogliere le richieste di chi vorrebbe ricevere determinati documenti.

In seguito, il 4 agosto 2023, il Tribunale aveva emesso una disposizione per disciplinare la disclosure forzata di maggio. A livello pratico, dunque, Blue Skye avrebbe avuto la possibilità di utilizzare entro un certo limite i documenti ottenuti in ad azioni specifiche in Lussemburgo e in Italia. Il tentativo successivo della società di Salvatore Cerchione e Gianluca D'Avanzo di allentare questo 'ordine protettivo' aveva ricevuto un 'no' secco dallo stesso Tribunale.

Ora, secondo quanto riportato dai colleghi di 'Calcio e Finanza', Blue Skye avrebbe utilizzato questi documenti nel procedimento italiano contro Elliott nonostante il divieto. Questo ha spinto la Corte USA ad emettere un dispositivo in cui minaccia sanzioni nei confronti della società di Cerchione e D'Avanzo. Ecco il corpo della nota.


Scontro Elliott-Blue Skye: il dispositivo della Corte USA

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"Sulla base dell’esame delle tesi delle parti, la Corte concorda con il convenuto (Elliott, ndr) e ritiene che la condotta del ricorrente (Blue Skye, ndr) violi sia l’ordinanza protettiva che l’ordinanza di modifica. Nessuna delle parti ha riferito alla Corte alcuno sforzo da parte del ricorrente (Blue Skye, ndr) volto a ritirare le argomentazioni incriminate dal procedimento italiano. Agire in buona fede, può ora – illuminato da questa Ordinanza – ritirare i documenti incriminati dal procedimento italiano. Se sceglie di non farlo, i sospetti della Corte sulla malafede saranno stati confermati".

"Di conseguenza, se la richiesta non viene ritirata dal procedimento italiano entro quattordici (14) giorni dalla presente Ordinanza, questa Corte accoglierà la richiesta di sanzioni del convenuto (Elliott, ndr). Nella misura in cui la Corte ordinerà al ricorrente di restituire tutto il materiale prodotto finora in conformità alle ordinanze di questa Corte. […] In ogni caso, la Corte si aspetta che il ricorrente provvederà a tradurre il presente ordine in italiano. E a trasmetterlo al tribunale di Milano che sovrintende al procedimento italiano". LEGGI ANCHE: Mercato Milan, chi arriverà in difesa tra questi tre? I nomi >>>


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