Totonero: il ruolo del Milan nello scandalo scommesse

Nel 1980 lo scandalo del calcioscommesse travolse alcune società di serie A e B, tra cui il Milan che retrocedette in B. Nell'articolo, i fatti più rilevanti.

di Redazione
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Nel 1980 avviene uno degli scandali più drammatici per il calcio italiano, come quello del calcioscommesse che vedeva implicati diversi giocatori delle squadre di serie A, dirigenti e addirittura società sia del massimo campionato nazionale che di quello cadetto di serie B. Le partite di calcio venivano truccate attraverso delle
scommesse clandestine. La Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) punì tali episodi, inquadrabili nella fattispecie di illeciti sportivi, con delle misure molto pesanti in particolar modo per il Milan che nella stagione 1979-1980 subì la retrocessione in serie B insieme alla Lazio, altra big coinvolta nello scandalo.

Le altre società di serie A all’epoca coinvolte furono la Juventus, il Bologna, il Napoli, l’Avellino, il Perugia e il Pescara. Tra le società di serie B figuravano Palermo, Taranto, Pistoiese, Lecce e Genoa. Napoli, Juventus, Genoa, Pistoiese e Lecce ottennero l’assoluzione chiesta dal procuratore federale. Il 1980 era anche l’anno del Campionato Europeo di Calcio organizzato proprio in Italia. Considerata la portata dello scandalo, descritto su diversi siti web come migliorsitoscommesse.net, che alla storia passa anche con il nome di “Totonero“, l’allora presidente della FIGC e presidente UEFA, Artemio Franchi, rassegnò le dimissioni dalla sua carica proprio a pochi mesi dall’inizio della principale competizione continentale UEFA per squadre nazionali. L’Italia calcistica, a causa di quanto era successo, rischiava di perdere molta credibilità a livello nazionale e internazionale.

Totonero: un excursus dei fatti più rilevanti

Tutto ebbe inizio l’ 1 marzo 1980, quando un commerciante di nome Massimo Cruciani presenta un esposto alla procura della Repubblica di Roma perché ritiene di aver subito una truffa: tramite un ristoratore romano, Alvaro Trinca, aveva conosciuto alcuni giocatori della Lazio che lo avevano invogliato a scommettere su alcune partite di serie A che erano state truccate. Non tutti i risultati suggeriti uscirono e Cruciani perdette diverse centinaia di milioni di lire.

Si aprì un’inchiesta e furono coinvolti alcuni illustri giocatori della nazionale italiana, come Paolo Rossi e Bruno giordano. Qualche settimana dopo, il 23 marzo 1980, scattarono le manette proprio sui campi di gioco al termine delle partite per alcuni giocatori di serie A e serie B: Lionello Manfredonia e Giuseppe Wilson della Lazio, Stefano Pellegrini dell’Avellino, Guido Magherini del Palermo, Claudio Merlo del Lecce, Enrico Albertosi e Giorgio Morini del Milan e tanti altri. La procura di Roma ha invitato a comparire anche altri tesserati, come Paolo Rossi del Perugia, Giuseppe Dossena del Bologna, Oscar Damiani del Napoli.

Questi sono solo alcuni dei tanti tesserati che vennero prelevati dalle camionette della polizia che entrarono negli stadi dopo la fine delle partite, rendendo esecutiva l’ordinanza di arresto emessa dalla Procura della Repubblica di Roma. Ancora oggi si parla di questo episodio malgrado siano trascorsi quasi quarant’anni sia in tv che in rete da parte di tanti siti di stampa specializzata in ambito scommesse sportive online.

Ma tornando alla vicenda, venne accertato che il giocatore rossonero Morini aveva consegnato a Roma 20 milioni di lire, avvolti in un giornale, per comprare il silenzio di Massimo Cruciani e Fabio Trinca. I soldi erano stati forniti dall’allora presidente del Milan Felice Colombo, il quale subì la radiazione. La partita era
stata combinata in modo tale da far vincere il Milan con la Lazio, con il risultato di 2-1 per la squadra milanese. La società rossonera insieme a laziale pagarono la pena più pesante, quella della retrocessione in serie B. Questa è sicuramente una delle pagine della storia più pesanti e mai dimenticate dalla Milano di sponda rossonera.

Totonero: sentenze e condanne

Nel periodo che va da maggio a metà giugno del 1980, la Commissione Disciplinare della Lega Nazionale Professionisti, una volta che i campionati di serie A e serie B si sono conclusi, ha emesso le prime sentenze molto dure per le società maggiormente coinvolte nello scandalo.

Il Milan viene condannato alla retrocessione in serie B. Stessa sorte della società rossonera per la Lazio, la quale, oltre a subire la retrocessione in serie B, viene ulteriormente punita con cinque punti di penalizzazione e una multa di 10 milioni di lire con diffida. Le società di Bologna, Avellino e Perugia, invece, subiscono nel campionato 1980-1981 cinque punti di penalizzazione. Viene riconosciuta l’assoluzione per Juventus, Pescara e Napoli.

Nella seconda metà del mese di luglio del 1980 arriva la sentenza d’Appello definitiva e inappellabile che, per buona parte dei casi, ha confermato quando già era stato deciso dal giudice di primo grado. Termina così il primo episodio della saga dei più grandi scandali nella storia del nostro calcio. Purtroppo nel tempo il
fenomeno si è espanso in tutte le categorie del calcio professionistico e non, consentendo l’ingresso delle organizzazioni criminali che, al giorno d’oggi, vedono il betting come un mezzo per riciclare il denaro derivante dalle loro attività illecite.

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