Intervistato da Milan Channel, la bandiera del Milan Mauro Tassotti è tornato sulla vittoria della Coppa dei Campioni a Barcellona e su Arrigo Sacchi

Queste le dichiarazioni dal palco del Workshop 2016 a Santa Margherita di Pula (CA) da parte di Mauro Tassotti:"Atene 1994 fu indimenticabile, per me anche un po' di più. Ero il capitano in quella serata, ma non è per questo che sento più mia quella Coppa. E' stato solo un onore in più. Pochi giorni dopo partimmo per il Mondiale americano, ma ancora più indimenticabile fu Barcellona per me. Era la prima, quella a cui sono legato di più. Il Milan non andava in finale da 20 anni, non vinceva da 20 anni la Coppa dei Campioni, c'era tantissima gente arrivata dall'Italia. Era una serata magica, che non poteva finire diversamente da un 4-0. Una festa inimmaginabile. Sono immagini che ho vissuto da calciatore ed allenatore, che mi sono rimaste incise nella pelle. Ancora oggi mi emoziono a vederle. La differenza tra noi difensori e gli altri, non era la bravura individuale quanto quella di essere stati capaci di ragionare di reparto. Noi, Filippo Galli e tanti altri. Giocavamo come un reparto ed era la prima volta che succedeva in Italia. Pensavamo tutti alla stessa cosa e leggevamo tutti alla stessa maniera il gioco. Questa era la nostra forza".

Mauro Tassotti Milan

Così su Arrigo Sacchi: "E' stato un innovatore. Per il calcio italiano, ma non solo. C'è stato un prima e un dopo Arrigo Sacchi. Arrivavamo a casa stravolti dai suoi allenamenti. Facevo il professionista da anni prima di Sacchi, ma non ero abituato a fare quella fatica fisica e mentale. Sacchi ci chiedeva tanto e non eravamo abituati. Quello è stato il cambiamento vero. Allenarsi come si deve giocare".

fonte: acmilan.com

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