SACCHI: “Rijkaard e Ancelotti? Vi racconto come li comprammo”

SACCHI: “Rijkaard e Ancelotti? Vi racconto come li comprammo”

Un’intervista volta a raccontare tutti gli aneddoti più interessanti su Silvio Berlusconi quella rilasciata a ‘Il Giornale’ da Arrigo Sacchi. Che spiega come arrivarono Ancelotti e Rijkaard

di Lorenzo Romagna, @RmgLnz95
Il Milan del 1992, una delle migliori versioni di sempre del Diavolo

Arrigo Sacchi ha rilasciato, questa mattina, una lunga intervista a ‘Il Giornale’ in cui racconta tutti gli aneddoti più interessanti su Silvio Berlusconi (QUI la prima parte). L’ex tecnico rossonero si è soffermato anche sui suoi ex giocatori, raccontando come lui, Galliani e Berlusconi decisero di acquistarli: “Ancelotti? A Roma girava voce che fosse una “sola” per il Milan, Carlo aveva rotto tre menischi e due crociati. Galliani mi disse: ‘sono d’accordo con Viola, convinci tu il Dottore’. Lo chiamai a mezzanotte, era a St. Moritz, mi riferì del giudizio dei medici, “ha il 20% di invalidità al ginocchio”. “Sarei preoccupato se l’avesse in testa quel 20% d’invalidità”, risposi io. E alla fine rischiai. Dissi: “Dottore se lo prende noi vinceremo lo scudetto”. Mi prese in parola”.

Si passa, quindi, a Rijkaard. Così Sacchi ha descritto il blitz dell’AD Galliani per acquistarlo: “Per saperne di più sul conto di Frank mandai a Saragozza, dove giocava all’epoca, il mio osservatore Natale Bianchedi, il quale al ritorno si raccomandò: ‘Arrigo, non dire che mi hai mandato a spiarlo altrimenti ci licenziano tutti’. Per portarlo a Milanello Galliani fece un blitz in Portogallo degno di Moshe Dayan, la definizione datagli da Fedele Confalonieri. Dovette attraversare indenne la rivolta dei tifosi dello Sporting Lisbona i quali invasero la sede del club per impedire la firma del contratto nascosto nelle mutande di Braida”.

Si chiude, infine, con il mancato arrivo di Borghi, giocatore che il patron Berlusconi voleva fortemente: “Il presidente cercava un alter ego di Maradona e lo aveva identificato in Borghi. Allenandolo a Milanello a fine stagione non mi aveva fatto una buona impressione. Tra l’altro lo portammo con noi in Inghilterra per un’amichevole con il Manchester United e firmò anche due gol. Lo tolsi a 15 minuti dalla fine e un mio collaboratore commentò: ‘Arrigo siamo rovinati’. E invece no, il presidente mantenne fede a una promessa fatta una sera ad Arcore, c’era anche Bettino Craxi presente. Gli dissi: ‘Dottore, se vinciamo lo scudetto, Borghi non viene al Milan’. Arrivarono tutti e due: lo scudetto e Rijkaard”.

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