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Milan, rivelazione clamorosa di Ziliani su Lucci: poi racconta l’aneddoto su Ambrosini e Abbiati

Calciomercato AC Milan Fonseca Allegri
Paolo Ziliani, noto giornalista, ha stilato un articolo relativo a Luca Lucci, storico esponente della Curva Sud del Milan
Fabio Barera Redattore 

Paolo Ziliani, noto giornalista, ha espresso un proprio commento, nel consueto appuntamento con la rubrica 'Palla Avvelenata', soffermandosi in particolare sul Milan e su Luca Lucci, storico esponente della Curva Sud, finito tra gli indagati nell'inchiesta sugli ultras. Ecco, dunque, le sue parole.

Ziliani: "Luca Lucci fu ricevuto dal Milan come un capo di stato"

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"Avete presente Luca Lucci, l'ultrà pregiudicato compagno di tifo di Salvini? Già nel 2012 a Milanello veniva ricevuto dal Milan come fosse un capo di stato. Già allora era pregiudicato, condannato nel 2009 per l’aggressione ai danni di un tifoso interista, Virgilio Motta. Che aveva perso un occhio e che a distanza di qualche anno si sarebbe tolto la vita. Parliamo di Luca Lucci, l’ultrà malavitoso del Milan assurto a una certa notorietà per le foto che a dispetto dei suoi trascorsi criminali lo avrebbero poi ritratto e immortalato, a distanza di tempo, in amichevoli effusioni (da tifosi) con Matteo Salvini, attuale vice premier del governo in carica".


"Ebbene: già allora - parliamo del settembre 2012, qualcosa come tredici anni fa - a dispetto della sua fedina penale non propriamente adamantina a Luca Lucci e ai suoi compari di tifo e di malavita il Milan spalancava le porte di Milanello inchinandosi e onorandoli con un comitato d’accoglienza che nemmeno per una visita di un capo di stato".

"Il Milan di Allegri stava andando male e dovette chiedere scusa"

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"Il Milan, uno degli ultimi Milan dell’era Berlusconi, stava andando male. E questo gli ultrà della Curva non potevano tollerarlo. Pretendevano anzi, oltre alla solenne promessa di un maggiore impegno, le scuse personali dei giocatori. E per questo avevano chiesto udienza alla squadra in ritiro a Milanello. E l’avevano raggiunta in delegazione venendo accolti nientemeno che dalla “Triade della tripla A” composta dall’allenatore Allegri, dal capitano Ambrosini e dal portiere Abbiati, particolarmente gradito ai capi-Curva per le sue simpatie di destra. Che li avevano ossequiati, avevano ascoltato le loro rimostranze in religioso silenzio. E poi si erano cosparsi il capo di cenere profondendosi in scuse e promettendo loro un maggiore e più professionale impegno.

"Poi uno si domanda come sia possibile che oggi, anno di (dis)grazia 2024, un’inchiesta dei magistrati di Milano scoperchi il pentolone delle curve di San Siro sostanzialmente appaltate alla criminalità organizzata e dei suoi ultrà malavitosi che facevano e fanno il bello e il cattivo tempo nella più totale connivenza di Inter e Milan. Che pure sono club di blasone, storia e risonanza mondiale. A volte non c’è come rileggere vecchi articoli per toccare con mano la gravità e l’indegnità di scandali nei quali il calcio italiano cuoce a fuoco lento da decenni senza che nessuno abbia la decenza e la serietà di affrontarli e debellarli". LEGGI ANCHE: Milan, bordate a Leao e Moncada. Mercato, idea a sorpresa. Addio Maldini? C'entra Furlani

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