NUOVO STADIO

Vincolo su San Siro? Milan e Inter, pronta un’azione legale: il punto

Daniele Triolo

Milan e Inter non ci stanno. Club pronti a chiedere i danni qualora venisse apposto un vincolo architettonico sullo stadio di San Siro

Il 'Corriere della Sera' ha dedicato un approfondimento sulla questione dello stadio 'Giuseppe Meazza' in San Siro, a Milano. Questo perché, da un lato, c'è Vittorio Sgarbi, Sottosegretario di Stato ai Beni Culturali, che vorrebbe apporre un vincolo architettonico sull'impianto e, dall'altro, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che sostiene, invece, come Sgarbi non abbia deleghe e potere per farlo. Fermo restando che, a quanto pare, il Governo non vorrebbe apporre alcun vincolo sullo stadio.

Insomma, sulla vicenda dell'ipotetico vincolo su San Siro c'è molta confusione. Milan e Inter, finora, sono rimasti in silenzio. I club meneghini, infatti, sono convinti, secondo il 'CorSera', che la questione sia destinata a sgonfiarsi da sola. Nel caso, però, così non fosse, le due società di Milano sarebbero pronte ad avviare un'azione legale. Ovvero, un ricorso per considerare illegittimo il vincolo ed anche una richiesta di risarcimento al Ministero per i soldi e per il tempo persi dietro al progetto del nuovo stadio nella zona di San Siro.

Vincolo su San Siro? Ecco come funziona

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Il quotidiano generalista, poi, ha spiegato per bene l'intera situazione. Il Segretariato regionale del Ministero dei Beni Culturali è il soggetto che decide se apporre o meno il vincolo. Questo, però, dopo aver sentito la Sovrintendenza e la Commissione regionale per il Patrimonio Culturale. Chiamata, quest'ultima, ad esprimere un parere vincolante. Quest'ultima, il 13 maggio 2020, decise che lo stadio 'Giuseppe Meazza' in San Siro non presentava interesse culturale ai sensi degli articoli 10, 12 e 13 del Codice.

E che quindi, come tale, era escluso dalle disposizioni di tutela. Perché? «Le persistenze dello stadio originario del ‘25-’26 e dell’ampliamento del ‘37-’39 risultano del tutto residuali rispetto ai successivi interventi» si può leggere nel parere della Commissione di ormai quasi tre anni fa «non risalenti a oltre 70 anni». Questo è il lasso di tempo trascorso il quale scatterebbe (nel 2024) in automatico il «vincolo monumentale» che fa riferimento alla posa del secondo anello nel 1954.

Il vincolo in base all'articolo 10 già bocciato nel 2020

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Ma il segretariato regionale aveva deciso, già all'epoca, che «le stratificazioni, gli adeguamenti, gli ampliamenti fanno dello stadio un’opera connotata dagli interventi del ‘53’55, oltre a quelli del 1989-90, nonché delle opere successive al 2000, ovvero un’architettura soggetta a continua trasformazione in base alle esigenze legate alla pubblica fruizione e sicurezza».

Sgarbi, dal canto suo, vuole mettere sullo stadio un "vincolo di tutela storico-relazionale in base all'articolo 10". Che è, però, quello negato nel 2020. Il provvedimento amministrativo si può modificare, certo, attraverso una procedura di autotutela. Così fosse, però, Milan e Inter la considererebbero illegittima, in assenza di fatti nuovi.

E visto che, ha concluso il 'CorSera', Milan e Inter hanno avviato il progetto di costruzione del nuovo stadio - che prevede l'abbattimento di San Siro - proprio sulla base di quell'atto, sarebbero pronti ad un'azione risarcitoria nei confronti del Ministero, da cui dipendono sia il Segretariato sia la Commissione. Che situazione ingarbugliata. Mercato Milan, il Diavolo irrompe su un forte centrocampista >>>