San Siro a Milan e Inter, per la Procura di Milano una vendita di fatto pilotata
—Accanto alle 'fisiologiche interlocuzioni' tra pubblico (Comune di Milano) e privato (Milan e Inter) che i PM ricordano come previste dalla 'Legge Stadi', vi sarebbero state altre «modalità del tutto extra-istituzionali» e «collusioni» che avrebbero, secondo l'accusa, «dato prova della disponibilità ad assecondare gli interessi privati». Il tutto a sfociare nella «turbata libertà del procedimento di scelta del contraente» (articolo 353 bis).
Ovvero, il reato di chi con collusioni turba il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto di un «bando di gara» o di un «atto equipollente». Indagato Christian Malangone, direttore generale del Comune di Milano. Poi Giancarlo Tancredi, responsabile unico del procedimento dell'alienazione dello stadio e Assessore comunale all'Urbanistica dal 2021 al 2025. Quindi, Simona Collarini, direttrice della pianificazione del Comune. Per proseguire con l'avvocato Ada Lucia De Cesaris, consulente dell'Inter nell'affare dello stadio ma già Assessore comunale all'Urbanistica dal 2011 e vicesindaco dal 2013 al 2015 nella gusta di Giuliano Pisapia.
Avanti con Fabrizio Grena, altro advisor dell'Inter e Giuseppe Bonomi e Marta Spaini, i consulenti del Milan. Quindi, due manager dell'Inter, Alessandro Antonello, che è stato amministratore delegato dei nerazzurri dal 2018 al 2015 e il procuratore nerazzurro Mark Van Huuksloot. Per i PM, l' «atto equipollente» al bando di gara sarebbe la delibera con cui il Comune di Milano, il 24 marzo 2025, pubblicò l'avviso pubblico per raccogliere eventuali manifestazioni di interesse e proposte migliorative rispetto alla prelazione di Milan e Inter sulla vendita dello stadio di San Siro.
Per i PM, quell'avviso era destinato in partenza ad andare deserto. Non soltanto «per il brevissimo termine concesso» (35 giorni) ai potenziali concorrenti interessati per avanzare offerte per l'acquisizione della 'Grande Funzione Urbana San Siro'. Ma soprattutto perché «costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive». La Procura di Milano ha ricavato tutto questo dalle chat che la Guardia di Finanza è riuscita ad interpretare sui telefoni sequestrati già l'anno passato a Tancredi, Collarini e De Cesaris e all'architetto Stefano Boeri in un'altra indagine sui grattacieli meneghini.
I PM hanno elementi su almeno tre 'rivelazioni di segreto'
—E ora anche sui telefoni sequestrati ieri agli altri. La Procura ritiene di avere elementi su almeno tre «rivelazioni di segreto» (articolo 326) esemplificative delle collusioni alla base dell’accusa di turbativa. Cioè tre «diffusioni di notizie riservate di cui i privati si sono giovati», a volte «calibrando sulla loro base il contenuto delle proprie istanze». E a volte «addirittura ottenendo modifiche alle bozze ancora da sottoporre all’approvazione della Giunta». Di cosa si tratta?
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Di una bozza di delibera, datata 4-5 novembre 2021, sulla dichiarazione di pubblico interesse, condivisa da Malangon e Tancredi con la consulente dell'Inter, De Cesaris. Un'altra proposta di delibera comunale, 19 gennaio 2023, sul dibattito pubblico, contestata a Tancredi per averla anticipata al dirigente interista Van Huuksloot. Una terza bozza di delibera, infine, fatta avere da Malangone alla De Cesaris, tra il 6 e l'8 novembre 2019, è già andata in prescrizione.
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