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Sassuolo-Milan, Dionisi: “Nessun regalo, ce la giochiamo”

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Dionisi, tecnico neroverde, parla di Sassuolo-Milan come se fosse la partita più importante dell'anno per la propria squadra. Le sue parole.

Stefano Bressi

L'atmosfera in vista di Sassuolo-Milan è da brividi, con i milanisti che sognano lo Scudetto e sono pronti a una vera e propria invasione che Alessio Dionisi, tecnico neroverde, non potrà marcare in nessun modo. Si concentrerà invece su come marcare Rafael Leao, portoghese classe 1999 che sta facendo la differenza in questo finale di stagione. Ovviamente ci saranno gli occhi di tutti addosso, si decide lo Scudetto all'ultima giornata. L'avviso è chiaro: i neroverdi giocano per vincere. Come giusto che sia, ma Dionisi vive già l'atmosfera: "In questi giorni ho scoperto di avere amici che non conoscevo. Mi hanno chiesto un sacco di biglietti e ho dovuto dire no a tutti. Atmosfera bellissima, per mia figlia l'ho comprato".

Se avverte scetticismo: "Mi rendo conto che ci danno poche possibilità, un po' lo capisco: il Milan è la squadra migliore e ha fatto un filotto di risultati. Meritano il primato e capisco che qualcuno, anzi tanti, diano per scontata la loro vittoria. Per noi però non è affatto scontato. Non faremo regali, questo è sicuro".

Sul pubblico tutto rossonero e sulle vittorie con le grandi in trasferta: "Può essere un fattore anche a nostro favore. Contro la Juventus era pieno e abbiamo perso immeritatamente. Le tribune piene sono uno stimolo per i giocatori".

Se ci si aspetta una partita aperta: "Sì, noi non abbiamo nulla da perdere e sappiamo come metterli in difficoltà. Così come loro possono mettere in difficoltà noi. Per la prima volta sfidiamo una grande squadra che ha più motivazioni di noi. Sappiamo cosa fare però, sperando che basti. Cerchiamo di imporre il gioco, ma se capita attacchiamo velocemente. Così anche il Milan negli spazi e nelle transizioni veloci può fare male a tutti".

Come non lasciarsi campo alle spalle: "Ci stiamo pensando. Non sempre ci è riuscito di rimanere concentrati. Se ci allunghiamo abbiamo due problemi: la distanza tra i reparti e quella dalla nostra area. Lavoriamo su questo".

Sul segreto del Milan nel prendere pochi gol: "Le qualità individuali e l'organizzazione di squadra. Poi la personalità che hanno trovato nel corso del campionato. Hanno più consapevolezza e tutti sono cresciuti. Hanno anche il portiere più forte del campionato".

Se non avere motivazioni fa giocare sciolti o toglie attenzione: "Spero la prima, a volte abbiamo pagato un calo di motivazioni. Dovremo approcciare bene la gara, perché il Milan sicuramente lo farà. Però non vogliamo sprecare l'occasione di dimostrare quanto siamo cresciuti. Spero la partita sia una bella pubblicità per il calcio italiano e che sia combattuta fino all'ultimo".

Se è vero che una squadra che si diverte a giocare sopperisce al calo di motivazioni: "Sì, ma contro avversari più forti non si determina solo con la palla, ma anche senza. Sotto questo aspetto le motivazioni contano. Dovremo essere bravi a mettere pressione e a orientare la manovra avversaria. Se trascuri quella fase, finisce come col Napoli 6-1... A volte facciamo due partite nello stesso incontro: una con la palla e una senza. Non basta la qualità, serve attitudine, la differenza è sensibile".

Se avrebbe firmato per questo piazzamento: "I 50 punti sono quello che abbiamo meritato sul campo. Se mi avessero detto a luglio che avremmo fatto un campionato all'altezza del Torino, che per me è forte, sarei stato contento. Ci siamo tenuti un margine di crescita per la prossima stagione".

Chi è migliorato di più: "Un allenatore non può fare nomi, anche perché tutto il gruppo ha dato ottime risposte dal punto di vista dell'impegno. Però posso dire che Raspadori è l'anima della squadra. Se un compagno cade, in tutti i sensi, lui lo soccorre. Ha sempre l'atteggiamento giusto ed è sempre in partita".

Con che obiettivi ripartirà a luglio: "Dare continuità a questo progetto. L'unico numero che mi mette a disagio di questa stagione è quello dei gol subiti. Non dobbiamo far finta di non vedere questo problema. Dobbiamo convincerci che lì si può crescere molto, anche perché è difficile segnare di più di quanto fatto. Poi vorrei vedere un migliore adattamento ai momenti della partita. Soddisfatto invece della finalizzazione, dell'attacco agli spazi, delle transizioni positive".

Se sa che domenica sarà sotto gli occhi di tutti: "È un orgoglio per noi, in un'ora sono stati venduti tutti i biglietti. Spero che il Sassuolo riesca a essere se stesso. È una bellissima vetrina e dobbiamo godercela facendo il massimo".

Se prenderà appunti nel caso in cui Pioli festeggi lo Scudetto lì: "Lasciamo stare... Però stimo tantissimo Pioli, come allenatore e come uomo. Dopo la nostra vittoria all'andata, mi ha aspettato negli spogliatoi per farmi i complimenti. Grandissimo, io non so se ci sarei riuscito. Mi auguro di sì. Ha fatto un gesto splendido".

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