Repubblica – Fine del bluff cinese: il Milan va all’asta e decide Elliott

Repubblica – Fine del bluff cinese: il Milan va all’asta e decide Elliott

Fallita la resistenza di Yonghong Li, il fondo americano avvia la svolta per il Milan: presto nuovo Consiglio d’Amministrazione e nuovo Presidente

di Daniele Triolo, @danieletriolo

L’edizione odierna di ‘Repubblica’ ha fatto il punto della situazione societaria in casa Milan, visto che i rossoneri, ieri sera, di fatto, si avviano a vivere un secondo cambio di proprietà dopo appena 15 mesi dall’ultimo. Il fondo Elliott Management Corporation, infatti, ha avviato le procedure di escussione del pegno dopo che Yonghong Li è finito in default per non aver provveduto al rimborso dei 32 milioni di euro immessi dagli americani per completare l’aumento di capitale del Milan.

Primo, immediato, effetto è stata la cancellazione degli amministratori della Rossoneri Champion (una delle holding di controllo del club rossonero) incluso Chen Huashan, l’ultimo cinese rimasto nella catena di veicoli lussemburghesi. Una figura, questa, ha sottolineato ‘Repubblica’, sempre in ombra, ma sempre presente con la sua firma negli atti fin dai tempi della Sino-Europe Sports. È un’uscita di scena decisiva. Sembra dunque svanito ogni tentativo di resistenza dell’imprenditore cinese dell’attuale dirigenza di mantenere lo ‘status quo’.

Ora Elliott convocherà l’assemblea della Rossoneri Sport Investments Luxembourg che, a sua volta, dovrà cambiare i propri amministratori. Quindi, entro 10 giorni, toccherà all’assemblea dei soci del Milan, ha spiegato ‘Repubblica’, nominare il nuovo Consiglio d’Amministrazione, nel quale dovrebbe restare Paolo Scaroni: vi sarà dunque un nuovo Presidente per il Milan, e sarà deliberato un aumento di capitale di 150 milioni, necessario a dare consistenza finanziaria alla nuova struttura societaria. Somma utile, questa, a ripianare una falla di 55 milioni, aperta dalla mancata qualificazione alla Champions League nella seconda rata di pagamento del maxi-mercato 2017, chiuso con un deficit di 160 milioni.

Infine, secondo ‘Repubblica’, ci vorrà qualche mese prima che il fondo Elliott rivenda il Milan al termine di un’asta trasparente. Nel frattempo, però, bisognerà capire se intenderà coinvolgere direttamente dirigenti di prima fascia, quali, per esempio, Umberto Gandini e Paolo Maldini, che, per il loro profilo, potrebbero avere anche il gradimento del prossimo acquirente. La fila di compratori, fortunatamente, per il Milan non manca: ecco qui i nomi dei principali, papabili nuovi proprietari.

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