Milan, esami europei: prima Siviglia, poi, Nyon

Il Milan è atteso da una doppia tappa d’Europa: domani a Siviglia contro il Betis in Europa League, quindi l’incontro con la UEFA a Nyon

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Domani sera, alle ore 21:00, il Milan sarà di scena a Siviglia, stadio ‘Benito Villamarín’, per affrontare i padroni di casa del Betis in una sfida valida per la quarta giornata del Gruppo F di Europa League (clicca qui per le ultime sul match in tempo reale). I rossoneri, sconfitti 2-1 a ‘San Siro’ quindici giorni fa, andranno alla caccia di un successo che proietterebbe nuovamente Alessio Romagnoli e compagni in vetta al girone, proprio davanti agli spagnoli.

Sarà questo il primo appuntamento europeo del Diavolo in questi giorni: il Milan, infatti, che dovrà tentare l’impresa in Andalusia in formazione largamente rimaneggiata, dovrà quindi fermarsi ad un’altra ‘stazione europea’, stavolta in Svizzera, e più precisamente a Nyon, laddove il prossimo 20 novembre si confronterà con la UEFA per discutere delle sanzioni a cui il club di Via Aldo Rossi andrà incontro per le violazioni dei paletti del Fair Play Finanziario nel triennio 2014-2017.

Il Milan, uscito sconfitto nel primo incontro stagionale con la UEFA, quello del 19 giugno (quando fu squalificato per un anno dalla partecipazione alle coppe europee), era stato successivamente riabilitato dal Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna (nelle motivazioni, si è appreso come il Milan abbia recuperato credibilità grazie anche ad un teste della controparte, che ammette di essersi sbagliato ..).

Ora, però, l’organo di controllo finanziario dei club UEFA dovrà giudicare il caso di una squadra prima esclusa e poi riammessa in Europa, che in mezzo ha subito due cambi di proprietà con la Camera Giudicante che dovrà emettere un provvedimento disciplinare proporzionato al rosso in bilancio maturato sotto la gestione Fininvest. In Svizzera, ha sottolineato ‘La Gazzetta dello Sport’, inizierà una discussione sulla penitenza che verrà quantificata entro l’anno nuovo: il limite non è casuale, gennaio è mese di mercato e il club dovrà sapere se obbligato o meno a muoversi entro certe restrizioni.

La concessione del regime di Voluntary Agreement, cioè l’accettazione da parte della UEFA di un percorso virtuoso e di rientro che solo proprietà nuove e solide (come il fondo Elliott) hanno licenza di presentare, è l’ipotesi meno probabile. La multa appare invece scontata, ma commisurata all’errore e rateizzabile negli anni. Una misura sospensiva è già in atto: premi e ricavi dell’attuale Europa League sono congelati a Nyon e non trasferibili a bilancio.

Nel piano di rientro sarà invece possibile inserire i ricavi che il Milan si augura di raccogliere anche grazie al nuovo amministratore delegato, Ivan Gazidis, in carica dal prossimo 1° dicembre, e far riferimento a una prospettiva Champions League oggi più concreta. C’è anche, infine, un binario intermedio: il Milan potrà chiedere alla UEFA di attivare la contestazione fra qualche anno, quando avrà strutturato i propri vertici e realizzato il proprio business plan.

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