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Il Milan non soffre di vertigini: fatica e vince da vera grande

Stefano Pioli (allenatore AC Milan) è in carica dall'ottobre 2019 | Milan News (Getty Images)

Mentalità, cinismo e riserve motivate: il Milan di Stefano Pioli è meritatamente primo. Ora lo attendono dieci giorni di fuoco

Daniele Triolo

Il 'Corriere della Sera' oggi in edicola ha parlato del Milan di Stefano Pioli. Sottolineando, in principio, un particolare: gli Scudetti si vincono anche portando a casa i tre punti in partite non giocate esattamente al massimo delle proprie possibilità. Una cosa che, nel lungo periodo, è fisiologicamente impossibile.

La prima Juventus di Massimiliano Allegri, così come l'Inter di Antonio Conte, sono due esempi di quello che, nella Serie A italiana, era e resta un dogma. Il campionato lo vince la squadra più solida, quella che prende meno gol e che riesce a mantenere una costanza di rendimento lungo il corso dell'intera stagione.

L'evoluzione del Milan di Pioli, rispetto ad un anno fa, ha commentato il quotidiano generalista, consiste esattamente in questo. La classifica del Diavolo era identica (primo posto, sebbene con due punti in meno, 26 contro 28), il conto dei gol fatti (23) e dei gol subiti (9) era lo stesso. Ma in tutti c'era la netta sensazione che l'entusiasmo dei giovani del Milan, alla lunga, non avrebbe contenuto la rimonta dell'Inter.

Invece questo Milan, così come evidenziato anche dall'ex tecnico rossonero Fabio Capello, è più maturo, solido. È compatto e sa soffrire. Delle nove vittorie conquistate in dieci partite, almeno quattro sono state 'sporche'. Ovvero, quelle contro Sampdoria, Verona, Bologna e Torino. Ora, però, il coefficiente di difficoltà degli impegni del Diavolo si alza, e non poco. Prima della sosta per le Nazionali, infatti, il Milan dovrà affrontare Roma, Porto in Champions League e poi il derby con l'Inter.

Si tratta, in definitiva, di tre partite che daranno, probabilmente, la reale dimensione di un gruppo. Il quale, non va mai dimenticato, grazie alla sua crescita in termini di singoli e di collettivo, fin qui è riuscito a compensare, almeno in campionato, la serie incredibile di assenze partita dopo partita. Dal 1954-1955 il Milan non partiva così bene in campionato e, all'epoca, arrivò lo Scudetto.

Ora, naturalmente, la strada è ancora lunga: per trasformare il sogno in realtà servirà il contributo di tutti. Ma Pioli ed i suoi ragazzi sembrano molto 'focalizzati' sull'obiettivo stagionale. Milan, si pesca in Serie A il sostituto di Kessié? Le ultime >>>

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