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Milan, no Bacca no party

Carlos Bacca e Felipe Dal Bello durante Milan-Udinese (credits: GETTY Images)

Bacca è spento, il Milan non brilla. Se il colombiano non è in giornata i rossoneri non riescono a vincere. Squadra sottoritmo. Alla fine vince l'Udinese.

Stefano Bressi

Era una partita da 0-0, di quelle più classiche. Anzi, nel primo tempo il Milan avrebbe meritato molto di più, ma a cinque minuti dalla fine, dopo una ripresa senza emozioni, tutti si erano rassegnati al pareggio. Alla fine, invece, ha vinto l'Udinese. Il Milan non può fare altro che prendersela con sé stesso. Nella ripresa i rossoneri hanno condotto la partita, ma a un ritmo troppo blando. La rete di Perica è una doccia fredda, ma può succedere. Un gol fortunato, ma che premia un'Udinese che, comunque, non si è mai arresa. I bianconeri sono stati organizzati e hanno giocato tutto sommato un buon match, difensivo, ma senza fare barricate. Per il Milan è la seconda sconfitta consecutiva: comprensibile quella di domenica scorsa contro il Napoli, molto meno quella di ieri.

Vincenzo Montella si difende specificando che sapeva sarebbe stato un match difficile, eppure l'Udinese sarà anche bianconera, ma non è di certo la Juventus. La colpa, però, non può andare solo al tecnico. Del resto Montella è sempre lo stesso che ha dato un gioco spettacolare al Catania e alla Fiorentina. Meno convincente la parentesi alla Sampdoria, ma adesso il Milan è una grande occasione. Questa squadra, però, non ha ancora la mentalità giusta. I rossoneri hanno giocato un match generoso, ma a volte troppo scontato in fase di costruzione. Le assenze di M'Baye Niang e Juraj Kucka, scrive La Gazzetta dello Sport, si sono fatte sentire.

Un'idea di gioco, però, c'è e si vede. Montella chiede di sfruttare molto le fasce: gli attaccanti esterni spesso si accentrano per permettere ai terzini (che giocano molto alti) di sovrapporsi. Il Milan ha giocato quasi tutto il match con un baricentro altissimo (i due centrali spesso erano sulla linea mediana) e il modulo sembrava un 2-3-4-1. Un buon progetto, ma che ieri avrebbe necessitato di un piano B, visto che gli scambi stretti non sempre sono riusciti e Carlos Bacca era totalmente fuori partita. Invece il Milan ha insistito con il suo copione. Trascinato da Giacomo Bonaventura (che ci prova, ma non ci riesce), e dalle grandi giocate di Suso e Josè Sosa, uno dei migliori in campo e uscito tra gli applausi di San Siro. In area, però, il Milan non entra quasi mai.

Il primo problema della squadra è la velocità di manovra. L'andamento, come detto, è troppo lento, specie nel secondo tempo. Ma la squadra è lenta non solo con la palla al piede: un paio di volte le ripartenze sono state stoppate dal fatto che la squadra non aveva seguito il portatore. Giuseppe Iachini ha fatto un ottimo lavoro, confermando la difesa a quattro e con Badu e Hallfredsson a ringhiare in mezzo. Il vero fulcro del gioco è Rodrigo De Paul, vero inventore della manovra bianconera.

Tornando al Milan, l'assenza di un vero regista, tanto richiesto da Montella in estate, si è sentita. Riccardo Montolivo svolge maggiormente lavoro di copertura e così le impostazioni migliori sono a carico di Sosa. L'argentino lancia, inventa e conclude. L'occasione più grande del match è proprio sua: un gran destro al volo si stampa sulla traversa e poi sulla ripartenza bianconera va anche a chiudere nella propria area.

Per l'Udinese il match è stato un po' sofferto nel primo tempo, ma non complicatissimo. Nel secondo tempo i rossoneri calano vistosamente, con il calare di Sosa. Dal momento dell'uscita del centrocampista il Milan non ha più creato assolutamente nulla. Sarebbe probabilmente servito Gianluca Lapadula, che invece entra solo a cinque dalla fine. Dopo poco, tra l'altro, arriva il gol di Perica. Seconda sconfitta di fila per il Milan. Adesso c'è la Samp a Genova, che riabbraccia Montella. Sarà difficilissima contro una squadra che ieri si è piegata solo difronte alla maestosità di Francesco Totti?

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