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RASSEGNA STAMPA

Milan, la sfida Scudetto in tavola: parola al cuoco amato dai giocatori

Alessio Romagnoli AC Milan

Conteso da giocatori del Milan e nerazzurri, racconta i piatti preferiti dei calciatori meneghini. Ecco tutte le sue parole.

Stefano Bressi

Era una garzone, adesso è un cuoco privato a Milano e cucina per i giocatori del Milan e non solo. Si tratta di Domenico Paesano, che i calciatori rossoneri e nerazzurri amano. Cucina per loro piatti prelibati e sa tutto dei loro gusti, come racconta a Tuttosport. Ecco le sue dichiarazioni: "Ho iniziato a lavorare a 12 anni e mezzo. Io sono ateo però del mondo del calcio, non mi piace. I miei clienti parlano di questa o quella partita, ma non capisco nulla. Questo mi aiuta a non essere invadente. Se qualcuno ti invita a casa propria, presentandoti la famiglia, ti sta dando fiducia".

Come è iniziato tutto: "Prima che scoppiasse la pandemia sono andato a trovare mio fratello. È il barbiere di parecchi calciatori professionisti. Ha parlato di me e le mie creazioni sui social incuriosivano i suoi clienti. Pian piano hanno assaggiato e molti hanno apprezzato la mia cucina".

Aveva già lavorato per la categoria: "Alcuni calciatori del Milan mi avevano chiamato per delle cene".

Cosa aveva proposto: "Babà e pastiera".

Chi è stato il primo calciatore per cui ha cucinato: "D'Ambrosio a Capodanno, con piatti tipici della nostra terra".

Se lo chiamano solo per sfizi culinari: "In realtà no, sono curiosi di provare determinati gusti e pietanze. Di norma mi lasciano carta bianca e decidono solo tra pesce e carne. A volte mi ingaggiano perché devono seguire una dieta specifica, magari anche solo per qualche mese. Sono io quindi che devo adattarmi al loro piano alimentare. E creare pietanze salutari, come crostate senza zucchero. O pane integrale fatto in casa. L'utilizzo di prodotti salutari e farine proteiche è fondamentale".

Se è una cucina raffinata: "No, rivisito i piatti della nonna in chiave contemporanea. Sono solo più eleganti alla vista. Uso gli stessi ingredienti, poi magari destrutturo il piatto. L'importante è portare in tavola i sapori di una volta".

Chi gli viene in mente per questi gusti: "Romagnoli, ama la cucina della nonna e tutto ciò che è tradizionale. Come il classico ragù pomodoro e carne. Se una cosa è buona, è buona. Tempo fa ho lavorato per Kanye West, sembrava volesse cibo americano e gli hanno consigliato quello italiano. Preparai pomodorini canditi, la pizza alla brace e ho usato la burrata pugliese. Colpito nel segno".

Cosa apprezzano ulteriormente i vari calciatori: "Dimarco il sushi e la crostata alla frutta, Romagnoli quella integrale all'acqua, Perisic la guancia di vitello brasata che è uno stracotto. Cibi con pochi grassi".

Se c'è chi sgarra: "Ogni anno lancio una linea di panettone rivisitato alla napoletana, con gusti differenti. C'è anche chi si è goduto un bel bombolone, ma non dirò mai chi".

Sui gusti degli attaccanti nerazzurri: "Lukaku aveva particolarmente apprezzato la cacio e pepe, Icardi invece voleva menu campano. Stesso discorso per Lautaro Martinez, so che lui è bravissimo con la carne, sarà per questo che non ha mai chiesto consigli sulla cottura".

A che piatto assocerebbe le due squadre: "Visto che il simbolo del Milan è il Diavolo, direi una polpettina di ragù. I nerazzurri col Biscione, invece, mi portano a tirare fuori il capitone, tipico delle mie zone".

Chi vince il campionato: "Non ne ho idea. Posso solo dire che vinca il migliore".

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