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Milan, il tempo stringe per Yonghong Li

Yonghong Li Milan
Tra il nodo del rifinanziamento del debito con Elliott ed i controlli della UEFA, Yonghong Li è chiamato a dimostrare di avere le giuste garanzie

Daniele Triolo

'La Gazzetta dello Sport' in edicola questa mattina ha dedicato un approfondimento alla situazione societaria del Milan, spiegando come per il proprietario e Presidente del club rossonero, l'imprenditore cinese Yonghong Li, il tempo stia stringendo, chiamandolo ad iniezioni di capitale da apportare per terminare la stagione ma non soltanto.

Il Milan, come evidenziato dalla 'rosea', viene percepito negli ambienti finanziari come “un'azienda sul mercato”: continuano a rincorrersi voci su quanto durerà Yonghong Li al comando della società e su chi rileverà la maggioranza del club di Via Aldo Rossi. Ma quali sono i passi che dovrà compiere l'attuale Presidente se vorrà tenersi il Milan? Andiamo per ordine: intanto mancano 3 milioni dell'aumento di capitale da 60 deliberato nell'aprile 2017: c'è stato un po' di ritardo rispetto le scadenze prefissate, ma a Casa Milan si dicono tranquilli ed attendono il denaro nei prossimi 2-3 giorni.

Il CdA rossonero dell'altro ieri, ha continuato 'La Gazzetta dello Sport', è invece servito per deliberare altri 30 milioni di euro (parte della seconda tranche da 60 che era stata messa a disposizione per eventuali esigenze) utili per chiudere la stagione sportiva. Il Milan, difatti, è una società che brucia continuamente denaro e ha bisogno del costante aiuto della proprietà il quale, nell'ultimo periodo, sembrerebbe aver 'rallentato'. Ecco perché il fondo Elliott Management Corporation, che vanta un credito totale con A.C. Milan e Rossoneri Sport Investments Luxembourg (la controllata di Yonghong Li) di 303 milioni di euro più interessi, starebbe vigilando attentamente sulla situazione.

Intanto, oggi Yonghong Li è tenuto a rimborsare un prestito di 3 milioni di euro a Teamway International Group Holdings, ottenuto in estate con interessi al 24% e rinegoziato ad inizio marzo. Qualora non ce la facesse, dovrà indennizzare Teamway degli interessi su un nuovo prestito ponte chiesto per ottenere il denaro, calcolati al 18% annuo. La questione rifinanziamento del debito con Elliott, però, è quella che sta agitando i sonni del proprietario del Milan, poiché, per la 'rosea', si starebbe rivelando complicatissima. Il club ha dato mandato a Merrill Lynch, banca d'affari statunitense, di rinegoziare il debito totale: i manager rossoneri si dicono moderatamente ottimisti ed aspettano un riscontro da Merrill Lynch entro metà aprile con l'arrivo del denaro per giugno.

Gli ambienti finanziari, però, ha sottolineato 'La Gazzetta dello Sport', ritengono il rifinanziamento sempre meno probabile soprattutto per le garanzie personali che può offrire Yonghong Li. Quella del Milan, dunque, è una vera e propria corsa contro il tempo, che coinvolge anche la partecipazione alle coppe e l'iscrizione al campionato 2018-2019. Il prossimo appuntamento cruciale è fissato intorno al 20 aprile, a Nyon, per discutere con la UEFA del settlement agreement: se ci fossero i soldi, nessun problema. Se non ci fossero, il regolamento parla chiaro: il 'panel' inquirente invierebbe la pratica a quello giudicante chiedendo l'esclusione dalle coppe.

A Nyon stimano il Milan, club più titolato al mondo dopo il Real Madrid, e si augurano di non doverlo fare dopo aver escluso, in precedenza, Galatasaray e Dinamo Mosca. La UEFA potrebbe aiutare il Milan concedendo una dilazione fino a giugno: entro il 30 di quel mese, infatti, andranno concluse le iscrizioni alle coppe. L'arrivo di un nuovo investitore, anche se 'parziale', ha concluso la 'rosea', potrebbe risolvere tutti i problemi in casa rossonera. Non si esclude, in caso di scenario peggiore, l'intervento diretto di Elliott, che potrebbe garantire il debito o prolungarne la scadenza.

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