CorSport – Milan, bivio Elliott: potrebbe vendere subito

Secondo quanto riportato questa mattina dal Corriere dello Sport, il fondo Elliott potrebbe decidere di vendere subito il Milan

di Alessio Roccio, @Roccio92

ULTIME MILAN – La delusione e l’amarezza, che non deriverebbero esclusivamente dai mancati risultati sul campo quanto da quelli non raggiunti a livello economico, potrebbero spingere il fondo Elliott a vendere il Milan decisamente prima del previsto, magari già da subito. L’indiscrezione è riportata questa mattina dal Corriere dello Sport, che scrive come il fondo americano potrebbe aver trovato nel Fair Play Finanziario un ostacolo decisamente più ostico di quanto pensasse inizialmente.

I ricavi sono rimasti fermi – per questo anche Ivan Gazidis non può essere certo di una conferma – e le perdite sono ancora presenti nei bilanci societari. Per questi motivi, Elliott – sempre secondo CorSport – potrebbe decidere di vendere anche a costo di perderci buona parte dell’investimento. L’alternativa sarebbe quella di continuare, magari anche solo una stagione, per vedere se ci possa essere un cambio di tendenza.

Ma a chi vendere? I nomi circolati negli ultimi mesi sono quelli del magnate russo Alisher Usmanov, uscito dall’azionariato Arsenal e dunque già noto alla famiglia Singer. Un’alternativa è l’uomo d’affari ceco Daniel Kretinski. Inoltre, nell’ultimo periodo sembra si sia fatto avanti un fondo arabo. Se si pensa che inizialmente l’idea del fondo era quella di rivendere il club rossonero a circa un miliardo, ora la cifra potrebbe essere decisamente più bassa.

Nel quadro che si è venuto a creare, anche la figura di Gazidis potrebbe non essere certa della permanenza in rossonero. Secondo il Corriere non ha dato i segnali tanto attesi, avrebbe dovuto avere un impatto più deciso nell’ambiente, dando la sua impronta nella gestione del club. Mentre i veri cambiamenti stanno avvenendo solamente ora come frutto degli eventi. I ricavi, poi, non sono aumentati e così, alla fine, anche Gazidis potrebbe pagare. Nei suoi anni all’Arsenal, al contrario, i ricavi erano lievitati attraverso conti in ordine, plusvalenze e sponsor importanti: continua a leggere>>>

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