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La Stampa – Due bonifici inguaiano Galliani: 50mila euro dai manager dei diritti tv

Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan (credits: acmilan.com)

Rintracciati versamenti sui conti esteri della moglie di Adriano Galliani, ex A.D. del Milan ed ex numero due della Lega Calcio: il punto

Daniele Triolo

"L'edizione odierna del quotidiano torinese 'La Stampa' apre con una notizia bomba: Andrea Francesco Silva, il manager che doveva rappresentare il nuovo corso della Lega Calcio era in “affari” con Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan ed ex vice Presidente proprio della Lega. Sarebbero stati, difatti, rintracciati due bonifici, di 25mila euro ciascuno, versati estero su estero nel solo mese di dicembre 2016, su un conto della moglie di Galliani. Il dirigente brianzolo, attualmente Presidente di Mediaset Premium, non è figura, per ora, tra gli indagati, ma quel che è certo è che torna nella bufera, soprattutto se si considera che il suo nome sarebbe tra i candidati 'in pectore' di Silvio Berlusconi alle prossime elezioni politiche.

"'La Stampa' ha dunque ricostruito la vicenda: il 28 novembre 2016 Marco Bogarelli, allora numero uno di Infront, 'bruciato' dalle inchieste ed inseguito dalle notizie sulla spartizione dei diritti televisivi, si dimette. Allora i vertici della Lega Calcio dell'epoca, per non perdere il controllo sulla torta dei diritti tv sulla Serie A, trovano un sostituto: Andrea Francesco Silva. A lui viene affidato il compito di “affidare la gestione della commercializzazione dei diritti”. Ad individuare Silva come successore di Bogarelli sarebbe stato proprio Galliani: a svelarlo, le intercettazioni dell'inchiesta milanese su Infront e sui suoi ex vertici, in parte naufragata per il mancato arresto di Bogarelli e dei suoi ex collaboratori.

"L'indagine, ormai, ha commentato 'La Stampa', sembra avere il fiato corto, ma le carte raccolte dall'accusa svelerebbero rapporti a dir poco opachi: gli investigatori, infatti, registrano tutte le conversazioni tra Galliani e Silva, e passaggi di denaro “che denotano forte criticità”. Riavvolgendo il nastro di un anno, infatti, “dall'ascolto delle conversazioni – il commento dei detective -, si rivela come Galliani intrattenga con Mp & Silva (l'ex società di Andrea Francesco Silva, n.d.r.) rapporti finanziari riservati”. In un mese, la Procura di Milano avrebbe rintracciato due versamenti di 25mila euro, bonificati attraverso conti esteri, la cui destinataria è Malika El Hazzazi, 45 anni, la moglie marocchina di Galliani.

"Il primo bonifico risalirebbe al 6 dicembre 2016: “Nonostante l'avversione di Galliani nel trattare l'argomento al telefono, si fa chiaramente intendere l'imminenza di altre due disposizioni di pagamento da parte di Silva ed a favore di Galliani. La prima – hanno detto gli investigatori – già effettuata, la seconda da bonificarsi il successivo mercoledì/giovedì”. Al punto che Galliani, alle 12:18 del 5 dicembre 2016, avrebbe chiamato la moglie al telefono dicendole: “Senti, signora, un tuo amante straniero ha fatto una roba da venerdì 25: verifica quando arriva e cosa arriva, avvisa chi di dovere. Sono molto geloso”, avrebbe ironicamente concluso la telefonata Galliani.

"Passata la bufera giudiziaria, sostituiti i manager indagati, ha commentato 'La Stampa', i vertici della Lega Calcio avrebbero dunque gestito il business con il medesimo canovaccio. “Risulta pacifico – ancora gli investigatori -, che i bonifici vengono disposti da Silva in adesione ad una specifica richiesta di Galliani, che è pertanto l'effettivo beneficiario degli stessi”. Perché gli inquirenti avrebbero dubbi sulla linearità dei loro rapporti, visto che ci si limita a parlare di “forte criticità”? Secondo loro “Silva, all'epoca dei fatti, era uno dei manager della Mp & Silva, il soggetto economico che aveva acquisito, a più riprese, presso la Lega, della quale Galliani era vice Presidente, i diritti internazionali della Serie A e della Serie B”.

"La conclusione sulle “criticità”, ha infine evidenziato 'La Stampa', verrebbe ulteriormente spiegata dal fatto che “le somme di denaro in questione provengono da uno dei manager che, maggiormente, ha beneficiato economicamente dal business dei diritti televisivi”.

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