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Come ormai noto, la Procura di Milano ha avviato un'indagine sulla vendita dello stadio'Giuseppe Meazza' di San Siro a Milan e Inter ipotizzando i reati di turbativa d'asta e rivelazione di segreti d'ufficio: 9 indagati, finora, e perquisizioni della Guardia di Finanza nelle case di alcuni di loro, oltre che nella sede della società M-I Stadio, partecipata al 50% da rossoneri e nerazzurri e incaricata della gestione del 'Meazza'.
Per i PM, in buona sostanza, il Comune di Milano avrebbe favorito Milan e Inter nell'acquisizione della 'Grande Funzione Urbana San Siro' (leggi qui la nota ufficiale). «Abbiamo operato in buona fede e per il bene della città», ha risposto, in un comunicato pubblicato nella serata di ieri, il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, intervenendo sulla questione.
«Al momento non abbiamo sufficienti elementi conoscitivi se non quelli che stiamo apprendendo dai media - ha scritto il Primo Cittadino meneghino -. Ci sembra comunque giusto chiarire alcuni aspetti. Innanzitutto, da quel che si capisce, non c’è il minimo riferimento a ipotesi corruttive e ciò è di fondamentale importanza. Inoltre - si può leggere ancora nella nota di Palazzo Marino - va chiarito che la Legge Stadi e le procedure di Partenariato Pubblico Privato richiedono delle interlocuzioni preliminari con i club calcistici. Queste interlocuzioni sono, dunque, fisiologiche».
«Detto ciò - ha concluso Sala sulla questione - attendiamo con fiducia lo sviluppo delle indagini ritenendo che gli uffici abbiano operato in buona fede e per il bene di Milano. Si è cercato di far fronte a un rischio (e cioè l’abbandono della città di Milano da parte delle nostre due società calcistiche) attraverso una trattativa estremamente lunga, complessa, dura e condotta nell’esclusivo interesse pubblico».
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