Fair Play Finanziario UEFA, le nuove normative

La UEFA ha comunicato, in una nota ufficiale, le nuove direttive alle quali i club europei dovranno attenersi per mantenersi entro i parametri del FFP

di Daniele Triolo, @danieletriolo

Come ricordato dall’edizione odierna di ‘Tuttosport’ nella giornata di ieri la UEFA, che ha respinto martedì scorso la richiesta del Milan di accedere al settlement agreement, ovvero al patteggiamento delle sanzioni per il mancato rispetto dei parametri del Fair Play Finanziario nel triennio 2014-2017, ha comunicato, in una nota ufficiale, le nuove direttive alle quali i club europei dovranno sottostare per rientrare nei paletti del FFP e mettersi al riparo da sgradite sorprese.

Approvati i nuovi regolamenti relativi alla concessione delle licenze ed in materia di Fair Play Finanziario, si evince come, per quanto riguarda il FFP i punti presi in esame sono tre: il primo riguarda la trasparenza delle documentazioni che i club forniranno, dal punto di vista economico, alla UEFA. Secondo le nuove direttive, i club saranno obbligati a rendere pubbliche le loro informazioni finanziarie, finanche le commissioni per i procuratori.

Il secondo punto parla di una maggiore armonizzazione dei principi di rendicontazione finanziaria e contabile sulle transazioni calcistiche, con requisiti contabili specifici per il trasferimento dei giocatori. Il terzo punto, infine, riguarda l’ambito economico e fiscale delle squadre. A questo proposito, la UEFA “adotterà un approccio più proattivo per anticipare eventuali problemi finanziari, con una serie di nuovi indicatori che consentiranno un monitoraggio più attento dei budget da parte dell’Organo di Controllo Finanziario dei Club (CFCB). Gli indicatori sono: rapporto di debito sostenibile, che migliorerà il monitoraggio della situazione debitoria del club ed indicatore di deficit per il trasferimento dei giocatori, che migliorerà il monitoraggio dei trasferimenti da parte dei club che superano una determinata spesa”.

Alla luce di questi ultimi punti, dunque, non sorprende il perché la UEFA abbia detto ‘no’ al settlement agreement per il Milan, giacché non convinta della solidità economica di Yonghong Li ed alla luce della scorsa campagna acquisti da 230 milioni di euro.

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