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Donnarumma, ecco l’opinione di quattro ex portieri rossoneri

Una parata di Gianluigi Donnarumma durante Napoli-Milan (credits: acmilan.com)

Albertosi, Amelia, Galli e Ielpo, ex portieri rossoneri, esprimono la loro opinione relativa alla situazione di Gianluigi Donnarumma. Ecco le loro parole

Salvatore Cantone

Il tema più dibattuto in questi giorni è sicuramente quello di Gianluigi Donnarumma e il suo possibile addio dal Milan. A tal proposito La Gazzetta dello Sport ha raccolto le opionini di quattro ex portieri rossoneri: Ricky Albertosi, Marco Amelia, Giovanni Galli e Mario Ielpo.

 GALLI - "Non è giusto che tutto ricada sulle spalle di un diciottenne. Dalle sue prestazioni o atteggiamenti non ho mai percepito malcontento. Intendo ribellarmi a un punto, cioè che gli sportivi siano tonti. Puoi sbagliare una volta, se sei giovane. Ma non due e non sulla stessa questione.Se il tuo manager riporta un pensiero contrario sei libero di querelarlo".

AMELIA - "Gigio ha bisogno di ritrovare serenità. E la serenità si trova quando si hanno le idee chiare. Una soluzione esiste sempre, e la si trova con buonsenso, volontà e dialogo. Se Milan e Donnarumma decidessero di proseguire insieme sarebbe necessario ripianare tutte le divergenze per evitare ulteriori strascichi dolorosi. Gigio deve scegliere con attenzione cosa ritiene sia meglio per sé e per il suo futuro, senza dimenticare che la maglia del Milan ha un valore e una storia che vanno rispettati".

ALBERTOSI - "La situazione è assurda. E' impossibile che un diciottenne con quei guadagni si faccia manovrare cosi. Dica chiaramente che vuole restare. Siccome Raiola è un signor procuratore che gli ha fatto guadagnare 6 milioni di euro all'anno per i prossimi quattro è giusto che lo tenga al suo fianco. A 18 anni mi rode pensare che abbia personalità per difendere la porta e guidare la difesa e non per prendere una posizione netta fuori"

IELPO - "Giocare con i fischi dei tifosi è complicato. Mettere in discussione un contratto appena firmato, se cosi fosse, sarebbe ingiusto. Come lo è imporgli di lasciare il suo procuratore, è una scelta personale. Quello che gli si può chiedere è massima chiarezza: dica che la sua parola è quella che sta scritta sul contratto e basta"

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