Paolo Maldini, 32 anni fa l’esordio in Serie A

Il 20 gennaio 1985 esordì in Serie A con la maglia del Milan Paolo Maldini, figlio dell’ex capitano rossonero Cesare Maldini.

di Redazione

Campionato di Serie A 1984/1985, 16esima giornata del girone di andata, allo stadio Friuli di Udine si gioca Udinese-Milan. Il Milan schiera: Terraneo; Baresi, Galli, Russo, Di Bartolomei; Evani, Verza, Battistini, Manzo; Hateley, Incocciati. L’allenatore è Nils Liedholm. Il Milan, all’intervallo, è sotto 1-0 (rete di Selvaggi, ndr) e così, per cercare quanto meno di agguantare il pari, ad inizio ripresa l’allenatore svedese manda in campo, con la maglia numero 14, il non ancora 17enne Paolo Maldini al posto di Battistini. A fine partita (terminata 1-1, rete rossonera di Hateley), Liedholm ammette che “Paolo ha un grande avvenire”.

Di li a poco, infatti, Maldini verrà costantemente inserito tra i titolari nel ruolo di terzino sinistro. Con Franco Baresi, Alessandro Costacurta e Mauro Tassotti andrà a costituire una linea difensiva praticamente insuperabile e una delle più forti della storia del calcio. Dopo l’addio al calcio di Baresi, avvenuto nel 1996, Maldini diventa il capitano dei rossoneri e comincia ad essere schierato anche da centrale difensivo, in coppia con Alessandro Nesta.

Maldini, in 25 anni di carriera, ha collezionato ben 902 presenze con i rossoneri (primatista assoluto) condite da 33 gol, ed ha vinto: 5 Coppe dei Campioni/ Champions League, 7 scudetti, 1 Coppa Italia, 5 Supercoppe Italiane ed Europee, 2 Coppe Intercontinentali e 1 Coppa del Mondo per club. Detiene, inoltre, il record di presenze in Serie A(647) e nelle competizioni Uefa per club (174). Detiene anche il record per il gol più veloce in una finale di Champions (siglato dopo solo 1 minuto di gioco), e, grazie a questo gol, è tuttora il marcatore più anziano ad aver segnato nella finale della massima competizione europea per club. Tra l’altro, superò le 900 presenze con la maglia del Milan scendendo in campo proprio contro l’Udinese al Friuli, lo stesso stadio dove aveva esordito in Serie A e, nel 2005, aveva festeggiato i 20 anni da calciatore professionista.

Con la Nazionale maggiore disputò 4 Mondiali e 4 Europei, ma non conquistò nessun trofeo, avendo perso sia la finale dei Mondiali del 94, sia la finale degli Europei del 2000. In Nazionale ha giocato 126 partite, di cui 74 come capitano, realizzando 7 gol. Nei campionati del mondo ha collezionato 23 presenze (secondo solo a Matthaus), e in queste ha stabilito il record assoluto per i minuti giocati (2216).

Al suo ritiro dal calcio, il Milan ha ritirato la maglia numero 3 e le uniche persone a cui potrebbe essere assegnata tale maglia sono i suoi figli, Christian e Daniel, nel caso in cui arrivino a giocare in Serie A con il Diavolo.

Dopo l’addio al calcio giocato, fu contattato prima dal Chelsea (nel 2009) e poi dal PSG (nel 2012) per entrare a far parte dello staff tecnico di Carlo Ancelotti (che era l’allenatore delle due squadre in quegli anni).

Giocatore di una professionalità e serietà esemplare, in tutta la sua carriera non è mai stato multato dalla società e ha sempre preferito i fatti alle parole.

Niccolò Bambini

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