Locatelli, il momento più duro: ora può soltanto risalire

Giorni complicati per Manuel Locatelli. La benzina sembra essere agli sgoccioli, e il giovane regista di Lecco ha sfoderato prestazioni non proprio memorabili. Serve un pronto riscatto

di Redazione

Indubbiamente un predestinato. Sul futuro roseo di Manuel Locatelli, diciottenne regista rossonero, nessuno ha dubbi. Esploso questa stagione e divenuto titolare inamovibile davanti alla difesa, deve l’opportunità che gli è stata concessa anche alle sfortunate circostanze di Montolivo, infortunato e relegato ai box almeno fino a primavera.

Unico regista puro in una squadra che da parecchie stagioni, dopo gli adii di Andrea Pirlo prima e Mark Van Bommel poi, non è riuscita a trovare la quadra in quel ruolo, ad oggi col giovane Manuel, il Milan di Montella può dire di aver trovato in lui un fondamentale tessitore di gioco, alla faccia dei suoi diciotto anni. Tecnica sopraffina e grande visione di gioco, sfrontatezza giovanile e grande cuore (tifoso rossonero fin da piccino) ne fanno un regista di assoluta qualità.

Con l’assenza di Montolivo, Locatelli ha convinto tutti soffiando il posto anche all’argentino Josè Sosa, il quale inizialmente appariva come naturale sostituto del capitano. Invece Manuel ha sorpreso tutti, o quasi: gli unici a non avere dubbi ancor prima del suo debutto erano dapprima Christian Brocchi, che lo ha voluto fortemente fisso in prima squadra, e poi Vincenzo Montella, che lo ha definitivamente lanciato nel calcio che conta.

Dopo un’ottima prima parte di stagione, nell’ultimo mese il ragazzo ha subito una flessione (un fatto fisiologico durante un’intera annata) collezionando anche un cartellino rosso allo Stadium contro la Juventus in Coppa Italia. La critica non gli ha risparmiato nulla dispensando giudizi e opinioni molto aspre, dimenticando un dettaglio non di poco conto: stiamo parlando di un ragazzo di diciotto anni.

Il Milan non ha fatto drammi per l’episodio, come non non ne ha fatti davanti alle incertezze degli altri canterani come Donnarumma e Calabria, perchè se si punta decisamente sui giovani, l’inesperienza in talune circostanze viene messa in conto, com’è normale che sia. Il giovane Manuel nel post-gara di Torino si è pubblicamente scusato per l’ingenuità commessa (un fallo inutile e pericoloso che gli è costato il secondo giallo proprio in piena rimonta rossonera, ndr) e questo deve far riflettere su quanto, in realtà, il ragazzo sia maturo.

La critica, infine, dovrebbe sapere meglio di tutti che un campione non si differenzia da un buon giocatore per il talento, ma per la capacità di lasciarsi scivolare via gli errori commessi tornando subito a giocare come sa fare. E questo  è sicuramente il caso di Manuel Locatelli.

Marco Baston

 

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