Italia, Mancini: “Chiamerò Balotelli se lo merita. Guardiamo già oltre Euro 2020”

Italia, Mancini: “Chiamerò Balotelli se lo merita. Guardiamo già oltre Euro 2020”

Roberto Mancini, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, ha parlato in conferenza stampa a Coverciano prima degli impegni contro Bosnia ed Armenia

di Daniele Triolo, @danieletriolo

NEWS ITALIARoberto Mancini, Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, ha parlato in conferenza stampa a Coverciano prima degli impegni azzurri contro Bosnia (15 novembre) ed Armenia (18 novembre, a Palermo). Queste le dichiarazioni integrali di Mancini, così come riportate da ‘TuttoMercatoWeb‘.

Su Alessandro Florenzi, Gianluca Mancini e Nicolò Zaniolo: “Florenzi non è un problema, si è riposato, sarà più fresco sia per queste partite che per l’Europeo. Sa fare diversi ruoli e sa giocare. Mancini? Ci può andare bene, giocando a metà campo può migliorare nel palleggio, per quanto ci riguarda è un difensore. Zaniolo è giovane e deve crescere ancora molto, è all’inizio di una carriera, deve conquistarsi tutto”.

Sull’episodio di Cristiano Ronaldo di ieri: “Adesso non conosco, ho solo letto cosa può essere successo ieri, non so se corrisponde a realtà. I calciatori devono avere rispetto per allenatore e compagni di squadra, poi alle volte si può avere un comportamento non in linea. Può capitare. Chiederà scusa e passerà”.

Sul VAR agli Europei: “Siamo la Nazione delle polemiche, il VAR ha migliorato certe situazioni. Con tutte le regole che si stravolgono e si cambiano ogni anno… gli arbitri sono in difficoltà. Poi è nel nostro DNA la polemica del dopo partita. Ci piace, anche fosse tutto perfetto troveremmo il modo per farla. Non sono preoccupato, credo abbia migliorato al maggior parte delle cose. Ci sono situazioni da migliorare e velocizzare”.

Sulla mancata convocazione di Mario Balotelli: “Premesso che il calcio è uno sport, deve unire, non distruggere quello che di buono ha per quelle poche persone che sbagliano. A Mario voglio bene, l’ho fatto esordire da ragazzino. Se dev’essere richiamato spero che venga convocato perché sta facendo bene. Bisogna capire quali sono le motivazioni vere, credo sia più importante chiamarlo se lo merita, se c’è un’altra occasione. Siamo nel 2020 e si va dietro ancora al colore della pelle. Non è così semplice da cambiare”.

Sul ruolo di Florenzi: “È tanti anni che gioca terzino, poi è più bravo quando attacca rispetto a quando difende. Per me è un giocatore importante, ha sempre giocato bene. Per me può fare l’esterno alto, l’interno di centrocampo, ha esperienza, ha tanti anni di gioco”.

Su Moise Kean: “Ha ancora una giornata di squalifica da scontare. Dovevamo coordinarci con l’Under 21, c’era una partita difficile nel gruppo, gli abbiamo lasciato qualche giocatore tipo Sandro Tonali che abbiamo dovuto riprenderci. Kean non sta giocando con continuità, speriamo possa riprendere a giocare, avrà tempo per poter esserci agli Europei”.

Sulle gare contro Bosnia e Armenia: “In Bosnia c’è un bel test, giocheremo in uno stadio piccolo, pieno di gente, loro non hanno possibilità di arrivare all’europeo con il girone, ma solo con le finali di Nations League. E poi c’è Palermo… non stravolgeremo la squadra, non avremo grandi occasioni per vederci fino a marzo prossimo. Per questo abbiamo chiamato quei ragazzi che volevamo vedere”.

Sui centravanti azzurri: “Andrea Belotti e Ciro Immobile? Giocano una e una”.

Su Federico Chiesa e Federico Bernardeschi: “Intanto giocano, è la cosa positiva. Chiesa sì, Insigne pure, poi non sono in un momento così felice. Poi quando vengono qui le cose vanno bene, per noi è importante giochino. Poi avranno momenti migliori”.

Sulle polemiche di Antonio Conte che ha tirato in ballo Nicolò Barella e Stefano Sensi: “Non so cosa sia successo, perché Conte ha detto questo. Barella e Sensi sono importanti, giocano in Nazionale, sono ottimi. Poi non avranno l’esperienza di chi gioca da 10 anni in Champions League. Con noi hanno giocato ottime partite, hanno molte possibilità di migliorare”.

Sulle squadre di Serie A che giocano come la Nazionale: “Ci fa piacere se dovesse essere così… Quando giocava Garrincha sapevano andasse sempre via a destra, ma non la prendevano mai. Dobbiamo studiare soluzioni per fare meglio, le nazionali si conoscono tutte. Le cose stanno andando bene, speriamo continui così”.

Su Gaetano Castrovilli, Riccardo Orsolini e Andrea Cistana: “A parte Orsolini, che ha già fatto un Europeo in Under 21, possiamo farci un’idea migliore rispetto a vederli solo la domenica. Li abbiamo seguiti molto in questi mesi. Orsolini ha qualità, Cistana è un profilo molto importante e molto giovane, la stessa cosa Castrovilli. Stanno facendo bene, guardiamo oltre l’Europeo. Dobbiamo capire cosa ci possono dare, anche non in un futuro immediato. Magari la prossima volta chiameremo qualcun altro”.

Sull’eventuale stage azzurro: “Più no che sì”.

Su Gianluca Vialli: “Sono due cose molto belle, una ci lega a una vita di gioventù e successi, poteva essere una cosa molto bella. Poi venire qui, in Nazionale, stare insieme di nuovo. Mi fa piacere essere qua, spero che sia felice di questo, è una cosa bella ritrovarsi dopo diversi anni. Noi pensiamo di essere ancora giovani giovani, alla fine il tempo passa. Andare alla Sampdoria? Ahahah, non aveva i soldi”.

Su Belotti e Immobile in campo insieme: “Per ora il 4-3-3 è consolidato, ma non è detto. Sono due giocatori che si assomigliano un po’, occupano le stesse posizioni, però tutto è possibile se si prova”.

Sull’importanza dei prossimi impegni dell’Italia: “Anche se siamo già agli Europei noi dobbiamo migliorare certe situazioni di gioco. Dobbiamo cercare di migliorarci, credo che la partita con la Bosnia – che affronteranno al 200% – credo abbiano fatto la miglior partita nel gruppo di qualificazione. È un buon test per cercare di vincere”.

Sulla visita all’ospedale Bambino Gesù dello scorso ottobre: “Non è stato un regalo che abbiamo fatto a loro, ma il contrario. Avere la possibilità di andare lì e dare qualche ora di felicità ai bambini penso sia la cosa più bella e importante che si possa fare. Hanno avuto un po’ di tempo per pensare ad altre cose, vedendo i loro idoli da vicino”. Il manager Unai Emery, intanto, ha aperto alla possibile cessione di Granit Xhaka al Milan: per le sue parole, continua a leggere >>>

SEGUICI SUFacebook /// Twitter/// Instagram/// Telegram

SCARICA LA NOSTRA APPiOS /// Android

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy