C'è il rischio disaffezione verso il calcio da parte dei ragazzi? "La Nazionale per questo poteva aiutare, non andare al Mondiale sarà molto negativo sotto questo aspetto. L'evento fa incollare alle tv, senza la tua nazionale magari i ragazzi faranno altro, per quanto comunque i campioni ci saranno. Lo sport italiano sta vivendo un momento felice, ma nel calcio stiamo andando al contrario. La Serie A è in un momento di down ormai lungo, dobbiamo fare qualcosa, magari cominciando dalle cose di cui si parla da tantissimo tempo, quindi gli stadi".
Come avete vissuto la sconfitta a USA '94 con Sacchi in panchina? "Quando perdi le finali c'è sempre una grandissima delusione, anche se magari nel tempo la cosa si ribalta: sei comunque arrivato in fondo a un Mondiale. Però in quei momenti vorresti non esserci nemmeno, per la delusione che hai addosso. In realtà però è una cosa riuscita a pochi. Purtroppo ci stiamo abituando a non andare al Mondiale, prima il nostro campionato era punto d'arrivo, oggi è di passaggio. Dobbiamo ripensare e riequilibrare la Serie A, perché diventi vendibile sia per gli spettatori che per i giocatori stessi".
Infine, sul compleanno di Sacchi: "Mi è quasi dispiaciuto non aver incontrato prima in carriera uno come Arrigo. Ha fatto bene non solo a me e al Milan, ma all'intero calcio italiano, lo ha cambiato. Fino ad allora c'era un certo modo di stare in campo e giocare, soprattutto nelle coppe. È stato un grande, gli faccio tanti auguri e gli mando un grande abbraccio. Lo ringrazio ancora".
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