Spadafora: “Un piano di aiuti per lo sport. Lega Calcio, basta egoismo”

Spadafora: “Un piano di aiuti per lo sport. Lega Calcio, basta egoismo”

Vincenzo Spadafora, Ministro dello Sport del Governo Italiano, ha parlato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’: tutte le sue dichiarazioni

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Vincenzo Spadafora

NEWS SERIE AVincenzo Spadafora, Ministro dello Sport del Governo Italiano, ha parlato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport‘ oggi in edicola in merito l’emergenza coronavirus nel nostro Paese. Queste le dichiarazioni integrali di Spadafora:

Sulla diffusione del CoVid_19: «Ora dopo ora, siamo di fronte a un’emergenza straordinaria e lo scenario può cambiare e richiedere nuove decisioni. Proprio per questo sono rimasto perplesso di fronte alle polemiche degli ultimi giorni».

Sulla decisione di giocare prima a porte chiuse e poi di sospendere il campionato: «Io dico che quella notte avevamo già considerato la possibilità di sospendere tutto, ma abbiamo preso la decisione di continuare a monitorare la situazione con l’aiuto del comitato tecnico-scientifico ora per ora. E quando abbiamo capito che quella sarebbe stata la strada più giusta abbiamo sperato che la Lega avesse un sussulto di dignità verso tutto il Paese, i tifosi, i calciatori».

Sulla decisione che sarebbe spettata allo Stato: «Certo. E infatti ci siamo assunti le nostre responsabilità. Registrando la grande incapacità del calcio a decidere. E vorrei dire che ora mi è tutto più chiaro: le norme non c’entrano niente. Il DPCM serviva per mettere a riparo Lega e Sky dal rischio dei risarcimenti. Una delle due ci avrebbe rimesso. Solo una questione di soldi. E non mi faccia parlare dei messaggi che ho ricevuto, di quei presidenti che prima mi insultavano per far giocare le partite, e poi hanno detto di chiudere tutto».

Su cosa chiede al mondo della Serie A: «Chiedo di capire che ci sono circostanze in cui nessuno è immune, e bisogna avere la flessibilità necessaria per affrontare questi scenari. Flessibilità che non c’è stata. Perché, ripeto, la linea è stata dettata solo da ragioni economiche».

Sull’assenza del calcio che crea un danno economico a tutti: «Questo è un altro problema. Ed è un problema che mi preoccupa e mi occupa tanto. La prima cosa che voglio dire è che ciò che sarà deciso per tutto il Paese avrà ovviamente i suoi risvolti sullo sport e sul calcio. A tutti i livelli».

Sulle prime misure da applicare: «Stiamo scrivendo le norme che saranno approvate nel consiglio dei ministri di domani. Sospensione di ritenute, contributi fiscali, premi. Che naturalmente aiuteranno anche il mondo del calcio. Arretrati? Per ora si procede al rinvio. Poi avremo modo di verificare tutte le situazioni per aiutare questo mondo a ripartire».

Sul rischio fallimento di molte imprese del settore: «Stiamo provvedendo alla sospensione delle bollette e dei canoni per i concessionari degli impianti pubblici. Stesso discorso per i mutui, naturalmente una cosa sono quelli concessi dall’Istituto per il Credito Sportivo, un’altra quelli di altre banche, ma contiamo su un provvedimento che possa comprendere tutto il comparto».

Sui tanti collaboratori sportivi fuori dalla cassa integrazione: «Stiamo lavorando per estendere la cassa integrazione e prevedere un contributo per gli autonomi, i collaboratori e le partite iva. Ma ancora dobbiamo verificare i numeri. Poi c’è una cosa che mi preme moltissimo: il destino di tante società sportive dilettantistiche. Sono quelle che vivono di pochi introiti e che devono fare i conti con i pagamenti degli affitti e con tante piccole spese che si riflettono su bilanci già in sofferenza. Intanto cominceremo a utilizzare ciò che già abbiamo. C’è un fondo specifico di 10 milioni per le società sportive dilettantistiche e di 15 per la promozione sportiva. In più potremo mettere a disposizione una parte dei fondi dell’impiantistica che arrivano quest’anno a 200 milioni. Ma c’è necessità di avere un quadro complessivo».

Sul mondo dello sport al limite della disperazione: «Sto scrivendo a Giovanni Malagò e a Luca Pancalli, Presidenti di CONI e CIP. Vorrei chiedere loro di convocare una giunta straordinaria entro i prossimi giorni in modo che io possa ricevere un rapporto ufficiale sulle necessità più impellenti. Perché qui bisogna cominciare a programmare il dopo nel momento in cui ripartiremo: nessuno deve chiudere. CONI, CIP e Federazioni possono compiere questo primo censimento per permetterci di lavorare da subito».

Sulla deroga per gli eventi sportivi internazionali: «Però anche qui, proviamo a ragionare. Qual è la ratio di quel provvedimento? Provare a non danneggiare le squadre italiane in Europa in un momento in cui altri Paesi non avevano preso una decisione come la nostra. Mezz’ora fa ho scritto alla ministra croata dello sport, la Croazia ha la presidenza di turno dell’UE, per chiedere un approccio europeo anche in tema di sport e di calendari sportivi rispetto all’emergenza coronavirus».

Sull’Europa di calcio sotto scacco: «Ma qualsiasi decisione si prenda, lo si deve fare tutti insieme, i Paesi e la UEFA. L’Europa deve fare l’Europa anche nel calcio e nello sport».

Sui dialoghi con la UEFA: «Non ancora, ho un dialogo con i miei omologhi europei per coordinarci».

Sulla riforma della Legge Melandri sui diritti tv: «Capiamoci: oggi c’è una sola priorità, che è quella della salute e della vita delle persone. Ritengo necessario che poi si affronti il problema di garantire in casi di straordinarietà la trasmissione di un evento chiaro. Insomma, questo non deve essere un tabù com’è stato in questi ultimi giorni».

Su un’eventuale proroga della riforma dello sport: «No. Anzi ne approfitto per stoppare certe voci che ho sentito del tipo “ora si rinvia tutto, così si blocca la riforma dello sport”. Non ci sarà nessuna proroga»

Sulla campagna social per la solidarietà: «Della campagna che abbiamo lanciato con tanti campioni sui nostri profili social. È il nostro messaggio di unione e solidarietà attraverso un gesto simbolico: una foto in cui si allunga il braccio verso l’esterno, come a toccare qualcuno che non si vede, ma sappiamo che c’è. Molti giovani lo stanno rilanciando, ha uno slogan facile ma importante: distanti ma uniti». Ma si faranno i playoff Scudetto per concludere la Serie A 2019-2020? Scoprilo qui!

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