Salvini: “Milan? Se ripartiamo tra sei mesi meglio, non ho fretta …”

MILAN NEWS – Matteo Salvini della Lega ha parlato ai microfoni di ‘Radio Sportiva’ sulla situazione del calcio, fermo per la pandemia da coronavirus

di Daniele Triolo, @danieletriolo
Matteo Salvini

MILAN NEWSMatteo Salvini, leader della Lega, ha parlato ai microfoni di ‘Radio Sportiva‘. Queste le dichiarazioni di Salvini, noto tifoso rossonero:

Sulla situazione coronavirus in Italia: “”Chiaro che ora il mio punto di vista non è quello del tifoso, ma quello di chi si rivolge a decine di migliaia di persone a 1000 euro al mese che sono ferme per il blocco delle attività sportive”.

Su calcio e Vincenzo Spadafora in direzione diverse: “Chi ha incarichi di governo dovrebbe sapere che il problema non è Cristiano Ronaldo o Zlatan Ibrahimovic, ma l’indotto del calcio e dello sport in generale che, se va bene, porta a casa 1500€ al mese e quando si sente dire ‘no’ a prescindere, come se mondo del calcio fosse un tabù, evidentemente si arrabbiano. Non mi sembra di buon senso dire di no a prescindere. Nessuno pensa di riempire subito San Siro, ma come altri paesi europei ragionare su una graduale e parziale riapertura significa pensare a circa 300mila posti di lavoro e se non si riaccende la macchina sono altri soldi che lo Stato dovrà tirar fuori”.

Sul Milan: “Se ripartiamo tra sei mesi va bene, non ho fretta. Magari i tifosi di Juventus, Lazio e Inter non la pensano nello stesso”.

Sulla ripartenza dello sport come bel segnale per la comunità: “Sì, il ritorno agli allenamenti di Federica Pellegrini, ad esempio, è un piccolo segnale di normalità”.

Sul divieto di sponsorizzazioni da parte di società di betting sportivo: “Va ripensato, alcuni nostri parlamentari stanno seguendo da vicino il tema”.

Sul mondo del calcio: “In generale è un facile bersaglio, anche per non parlare di altri temi, spari su tre ricchi viziati… Dietro un evento sportivo ci sono migliaia di persone, il calcio con i suoi introiti televisivi aiuta anche gli altri sport. Se si spegne la luce del calcio si spegne la luce di tutti gli sport”.

Sul giocare le gare di Serie A che restano nel Sud Italia: “L’ultimo dei problemi, giusto giocare in zone più sicure se ci sono, l’importante è avere le possibilità per ricominciare in sicurezza. Deve essere studiato un protocollo ad hoc per il calcio. Tante società hanno voglia di ricominciare, un no pregiudiziale non aiuta”.

Sulle partite di calcio in chiaro: “Ci sono in ballo 120/130 milioni, poi tutto è possibile, l’importante è non promettere la luna. Chi dice no a prescindere al calcio riesce a trovare 1 miliardo per il settore calcio-sport? Sarebbe saggio ragionarci fino in fondo, non possiamo permetterci di perdere migliaia di posti di lavoro”. LEGGI QUI I RICORDI ROSSONERI DI KAKHABER KALADZE >>>

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