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INTERVISTE

Pistocchi: “Ero tra i pochissimi a credere in un Milan da Scudetto”

Pistocchi: “Ero tra i pochissimi a credere in un Milan da Scudetto”

Maurizio Pistocchi, giornalista sportivo, ha parlato di Milan (ma non solo) ai microfoni di 'Radio Rossonera'. Ecco le sue dichiarazioni

Daniele Triolo

Maurizio Pistocchi, giornalista sportivo, è intervenuto oggi ai microfoni di 'Radio Rossonera'. Per parlare di Milan e non soltanto. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni integrali.

Su Real Madrid-PSG e sull’errore di Gianluigi Donnarumma: “Nel primo tempo ha dominato il PSG. Poi c’è stato l’errore di Donnarumma. Per essere precisi lui ha sbagliato il primo controllo, poi però Benzema lo carica irregolarmente, per me è fallo tutta la vita e hanno ragione a lamentarsi. Ovviamente tutto il resto poi è sbagliato. Gli spogliatoi, il tunnel, le liti con l’arbitro e tutte queste situazioni sono un esempio di anti-sportività. Se sei convinto di aver subito un torto è giusto che tu lo dica anche alla stampa. Ma devi rimanere nel limite della critica accettabile, non puoi trascendere fino al livello delle intimidazioni fisiche. Certo, io mi immagino già le prime pagine se un episodio del genere fosse successo ad un’italiana. Ancora mi ricordo i titoli scandalistici dopo il rigore concesso giustamente al Real Madrid nei minuti finali della sfida alla Juventus di qualche anno fa. Addirittura si inventarono dei fermi immagine per dimostrare che il difensore aveva preso la palla quando non aveva preso niente. Real-PSG è stata una partita interessante tecnicamente. Per me l’ha persa Mauricio Pochettino. Nel momento in cui sei in vantaggio al Bernabeu contro il Real devi togliere uno dei tre attaccanti e giocare 4-4-2. Chiudi le fasce laterali e porti a casa il risultato. Invece ha voluto insistere con questo 4-3-3 in cui Neymar faceva il centravanti arretrato. A proposito di Neymar, ho sentito della lite con Donnarumma negli spogliatoi ma c’è da dire che sul secondo gol lui perde una palla sanguinosa, con tutto il PSG sbilanciato. È stata una partita molto bella e affascinante. Ho visto uno straordinario Luka Modric, un grandissimo Kylian Mbappè. Poi Karim Benzema è un giocatore di livello straordinario perché sa fare tutto e fa tutto bene. Non fa solo i gol, fa anche il difensore quando la palla è degli avversari, rifinisce, è davvero un giocatore di altissimo livello.”

Su Napoli-Milan e sulla difficoltà dei rossoneri contro le piccole: “Il Milan quest’anno ha fatto meglio in trasferta che in casa, lo dicono i numeri. I rossoneri si trovano meglio quando vengono aggrediti, quando possono giocare con un campo aperto davanti, rispetto a quando devono fare la partita. Al 'Maradona' partita molto intelligente. Bravo Stefano Pioli ad adattare il suo Milan all’avversario togliendo il trequartista e giocando a tre in mezzo al campo con Ismaël Bennacer e Franck Kessié che giocavano praticamente a uomo sui due centrocampisti del Napoli, che non sono mai riusciti ad impostare e a creare gioco. È una partita che poteva finire anche in parità ma che il Milan in fondo ha meritato di vincere. I primi 20 minuti il Napoli ha fatto benissimo. Il gol di Olivier Giroud ha poi condizionato tutto il resto della gara difendendo con molti uomo dietro e ripartendo veloce. Io personalmente sono entusiasta della crescita di Rafael Leão. È diventato un giocatore di livello top. Bisogna fare i complimenti alla società, e in particolare a Frederic Massara, sia per questo colpo che per altri come Fikayo Tomori e Pierre Kalulu, autori anch’essi di una grande partita. Massara sceglie i giocatori per il Milan, perché ne ha le capacità e la conoscenza. Ha lavorato tanto tempo con Walter Sabatini. Il Milan è stato veramente bravo con gli acquisti. La sostituzione di Donnarumma con Mike Maignan è stato un vero e proprio colpo di genio, perché ha preso un giocatore forte sia tra i pali che con i piedi. Perché oggi un portiere con i piedi buoni serve per forza per impostare dal basso, che è il gioco di tutte le grandi squadre. Io ero tra i pochissimi che quest’estate aveva messo il Milan in pole position per lo scudetto, assieme all’Inter, a dimostrazione di quanto io credessi in questa squadra.”

Sulla corsa Scudetto: “Quando la Juventus ha preso Dušan Vlahović ho detto che avrebbe portato i gol per risolvere i problemi di Massimiliano Allegri e avrebbe trascinato i bianconeri in Champions. Non pensavo che avrebbe potuto portare la Juve allo Scudetto. Penso che sia ancora lontana comunque. Ho visto il match in casa con lo Spezia e hanno fatto una fatica terribile. Vlahović è uscito furibondo perché non ha praticamente toccato palloni. Il gioco della Juventus secondo me non può portare tanto lontano. A volte i singoli risolvono le partite ma dal punto di vista tecnico vedo più accreditate Milan, Inter e Napoli. Parlando delle potenzialità, il Milan deve crescere un pochettino nelle partite casalinghe per avere più credito anche da parte della stampa. In casa, con le squadre chiuse, i rossoneri faticano a sbloccare il risultato. La squadra crea occasioni, ma non abbastanza per le qualità che ha. Secondo me il Milan ha giocatori molto importanti. A me ad esempio piace molto Ante Rebić, che quando era nella primavera della Fiorentina lo avevo anche consigliato all’allora presidente del Bari Gianluca Paparesta. Credo che in questo momento la crescita che si deve auspicare per il Milan è proprio nelle partite casalinghe, perché è qui che finora i rossoneri sono un po’ mancati. Sabato sarà un match importante per vedere questa crescita, perché l’Empoli non è una squadra facile". Mercato Milan e Top News: ecco tutto quello che c'è da sapere sulla giornata odierna >>>

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