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Nuovo Stadio Milano, Facchetti: “No a scelte al ribasso, sì al confronto”

L'intervista di Gianfelice Facchetti sul nuovo stadio di Milano a 'Tuttosport' | Milan News (Getty Images)

Gianfelice Facchetti, figlio dell'ex gloria nerazzurra Giacinto, sul nuovo stadio di Milano e del futuro di 'San Siro' a 'Tuttosport'

Daniele Triolo

Gianfelice Facchetti, figlio dell'ex gloria nerazzurra Giacinto, ha parlato del nuovo stadio di Milano e del futuro di 'San Siro' ai microfoni di 'Tuttosport' oggi in edicola. Queste le sue dichiarazioni.

Su Milan e Inter che pensano di realizzare legittimamente un nuovo stadio: "Non sono un tecnico, ma credo che sia legittimo porre domande su un tema così sentito, ascoltando anche le ragioni di residenti e tifosi. Non ho una posizione per partito preso che implica la sicurezza di non dover toccare niente di 'San Siro'. Se è giusto farlo, facciamolo pure. Ma è necessario confrontarsi pubblicamente per arrivare a questa soluzione. Invece, in questo caso, non si è parlato della questione in campagna elettorale perché sarebbe stato delicato farlo. Sembrava quasi un tabù per le sue implicazioni. Quindi meglio lasciare l'argomento in secondo piano. Poi, rapidamente, dopo le elezioni, la Giunta ha deliberato la pubblica utilità del nuovo stadio senza spiegare, nei dettagli, perché non possa avvenire la ristrutturazione del 'Meazza'. È legittimo concludere per la realizzazione di un nuovo stadio, ma bisogna farlo tutti insieme".

Su 'San Siro' che non offre adeguati spazi per le aree ospitalità volute da Milan e Inter: "Secondo me quei progetti non sono stati davvero presi in considerazione. In ogni caso, anche senza pensare di indire un referendum, credo che quelle proposte debbano essere oggetto di un confronto con la cittadinanza. Dal quale emergano chiaramente i motivi che non consentono di ristrutturare 'San Siro'. Bisogna essere chiari su questo punto, così come su un altro: la capienza del nuovo stadio".

Sulla capienza del nuovo stadio di Milano che vogliono costruire Milan e Inter: "Non vedo in giro altri grandi club europei che, passando dal vecchio ad un nuovo impianto, hanno ridotto la disponibilità di posti. Anzi, molti l'hanno aumentata. Attualmente, 'San Siro' può ospitare 76mila spettatori. Per tantissimo tempo erano addirittura 85mila. Il nuovo stadio ne prevede 63mila, di cui 12mila dedicati agli ospiti delle zone per gli sponsor nella tribuna principale. Inter e Milan, nella loro storia, sono state capaci anche di raggiungere 40mila abbonati. Con questi numeri, perché limitarsi a 63mila posti? Non è questione di nostalgia. Il discorso vero è che Milano è sempre stata abituata a pensare in grande, anche nel calcio. Uno stadio con capienza di poco superiore a 60mila non mi sembra rispondere a questo comandamento cittadino".

Sul fatto che, probabilmente, costruire un nuovo stadio da 70mila posti sarebbe più costoso: "Ecco, questi sono discorsi che devono essere fatti in modo chiaro, perché Milano, storicamente, non è abituata a fare scelte al ribasso". Milan, colpo 'alla Tomori' a gennaio in Premier League? Le ultime >>>

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