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Nesta: “Milan, hai l’occasione della vita. Ibra? Andrà avanti fino a 80 anni”

Alessandro Nesta (ex giocatore del Milan) ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport | (credits: Getty images)

Alessandro Nesta, ex giocatore del Milan, ha rilasciato un'intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Ecco cosa ha detto

Salvatore Cantone

Alessandro Nesta, ex difensore del Milan, ha rilasciato un'intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Ecco le parole di Nesta: "In questo Milan c’è grande chiarezza di idee e visione comune: la società sceglie giocatori funzionali all’allenatore e nel gioco vengono esaltati. E’ un’ottima squadra, probabilmente non la più forte: ma se non remano tutti dalla stessa parte fai fatica anche se hai un gruppo pieno di campioni".

La strategia del Milan secondo Nesta può davvero portare allo scudetto?

«Certo che sì, Milan e Napoli hanno l’occasione della vita. Il Milan è ormai da anni lassù, sa gestire le pressioni: l’esperienza li porterà a compiere le scelte migliori».

Significa che per riuscire a imporsi in Europa è ancora troppo presto?

«Non vedo una squadra pronta per la Champions. Ci sono troppi giovani, non abituati alla competizione, mentalmente ancora non strutturati. Il percorso da seguire è lo stesso fatto in Italia: il Milan deve partecipare con continuità, acquisire l’esperienza per poi arrivare a competere. Per vincere credo serva una cosa sola: i campioni da settanta milioni e più che oggi le italiane non possono permettersi».

Esiste una soluzione che aiuti a risollevare il sistema?

«Fare come in Inghilterra, costruire stadi e strutture, rendere i club sostenibili e autofinanziati. Presidenti come Berlusconi, Moratti, Cragnotti, Tanzi hanno viziato il nostro campionato con i proprio investimenti. Ma ora quel tempo è finito: oggi può esserci spazio per la bella favola, ma la regola è che vince chi ha più budget».

La proprietà del Milan ha investito tanto sul mercato: Tomori è un giocatore di prima fascia?

«Sì perché ha solidità e fisico: se vuoi tenere alta la linea difensiva servono giocatori così, che ti coprano le spalle».

Con Kjaer e Romagnoli il reparto è al sicuro?

«Kjaer è nel momento migliore della carriera, ha equilibrio e maturità. Romagnoli è forte e troverà spazio in una stagione piena di impegni: garantisce sempre grande affidabilità».

Un passo avanti al centrocampo: il nuovo faro è Tonali, l’ha stupita?

«Ci sta di pagare il salto dalla Serie B a San Siro. Nella mediana a due è fortissimo, non è una mezzala e nemmeno un play singolo. Si è conquistato i gradi in campo».

A Kessie consiglierebbe una retromarcia e una firma sul rinnovo rossonero?

«Sono sbagliate le regole, anche in questo caso va rivisto il sistema intero. Ogni anno il club non può farsi prendere per il collo da qualcuno, ci sarà sempre un super ricco che arriva. Anche per il Milan è difficile tenere i più forti se le proposte sono così alte, Donnarumma insegna…Capisco che Kessie sia tentato: non è milanese, non ha legami specifici, è umano voler provare a mettersi in gioco altrove».

Con Ibra ha condiviso la festa per l’ultimo scudetto Milan del 2011: Zlatan è ancora lì, a decidere le partite sul campo…

«E’ un fuoriclasse diverso da tutti perché ha talento, forza e mentalità. Se il ginocchio regge andrà avanti ancora per molto, la testa lo renderà competitivo fino a ottant’anni».

Nel suo grande Milan il leader era sempre Paolo Maldini: da dirigente la stupisce?

«Conosco Paolo da tanti anni, è una persona molto, molto intelligente. E’ competitivo in qualsiasi cosa faccia, si mette lì e la spunta sempre. In più, è un grandissimo uomo di calcio, conosce e sa gestire».

Nesta da Miami aspetta di tornare ad allenare in Italia o valuta anche il mercato della Mls?

«Vorrei conciliare lavoro e famiglia, quindi restando in America. Stare lontano da moglie e figli per tre anni è stata troppo dura, ora sto recuperando, dedico a loro tutta la giornata. Ma trovare panchina qui è più dura che in Italia: hanno un mercato molto ampio, pescano da tutto il mondo e ci sono tantissimi candidati. In Italia invece c’è troppa pressione: tutti sono esperti di tattica, devi gestire qualsiasi aspetto, dal campo ai social. Io sono abituato ma chi sceglie questo mestiere ormai è un pazzo!»

Mourinho alla Roma, prossima avversaria Milan, e Allegri alla Juventus ne sanno qualcosa…

«Mourinho è l’uomo giusto per la città. Ma la squadra ha troppi alti e bassi, non è costante, ancora non vedo la sua impronta. E spero Zaniolo torni devastante come prima degli infortuni. Allegri conosce l’ambiente, è perfetto per la Juve: oggi il responsabile è lui, l’anno scorso era Pirlo… Ma non è così: in realtà vedo l’opposto di quello che sta succedendo al Milan, chiarezza contro confusione....». Intanto dalla Spagna sono sicuri: il Milan ha raggiunto l'accordo con un attaccante.

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