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Milan, Shevchenko: “La Champions League aiuterà a crescere ancora”

Milan Shevchenko intervista AC Milan (GettyImages)

Shevchenko, ex attaccante del Milan, ha parlato delle emozioni della Champions League da rossonero. Ecco tutte le sue dichiarazioni.

Stefano Bressi

Dopodomani il Milan giocherà di nuovo in Champions League, contro l'Atletico, e oggi Andriy Shevchenko ha parlato delle emozioni della competizione per chi indossa la maglia rossonera. Non solo: ha fatto anche un'analisi della situazione attuale del Milan, dicendosi molto fiducioso. Ecco le sue dichiarazioni ai canali ufficiali rossoneri.

Sul Milan in Champions: "Secondo me i giocatori del Milan, quelli che indossano la maglia del Milan, hanno un sangue diverso per la Champions. Io ho avuto l'esperienza con la Dinamo Kiev, ma il Milan è stata un'altra storia. Una storia bellissima. Due finali di Champions e soprattutto la prima è stata un'emozione fantastica. Per me, come giocatore giovane che veniva dalla Dinamo Kiev, la Champions era una grande vetrina. Tramite quelle partite ho conquistato l'Europa, giocando bene e facendo tanti gol. Mi ha dato la possibilità di venire a giocare nel Milan".

Su come si gioca la Champions: "Devi avere un approccio diverso in Champions. È una competizione con grande storia e c'è un legame col Milan. Quando giochi con le squadre più forti del mondo, con i giocatori più forti del mondo, ti dà una carica... Per i tifosi del Milan la Champions era qualcosa di più. Quando giocavi a San Siro lo stadio era sempre pieno. Abbiamo fatto bellissime gare. Segnare davanti ai tifosi rossoneri è un'emozione incredibile. I tifosi del Milan aspettavano queste partite, avevano un approccio diverso. Anche i giocatori. In alcune partite eravamo tesi, ognuno di noi aveva un approccio diverso. Nello spogliatoio però c'era la serenità giusta, la consapevolezza dei mezzi. Il Milan aveva una grande storia, passata di generazione in generazione, in Champions. Quando indossi la maglia del Milan, la storia passa attraverso di te. Ti rende più sicuro, più forte".

Le partite più belle del 2003: "Soprattutto la partita con l'Ajax, in cui abbiamo segnato all'ultimo ed è stato un segno, poi la partita con l'Inter sicuramente. Ci credevamo, eravamo pronti per la finale. Poi la finale è stata bellissima, anche se tanti dicono che non è stata una bellissima partita, per noi è stata una battaglia e abbiamo vinto noi".

Sul suo sguardo al rigore: "Il mio sguardo era sicuro, concentrato. L'arbitro aveva fischiato, ma non avevo sentito. Ho guardato arbitro e portiere. L'emozione c'era nei 30m di cammino. Quando sono arrivato lì ero concentrato e sicuro, aspettavo solo il fischio".

Cosa gli manca da giocatore: "Mi manca l'energia del campo, quando senti i tifosi e sei concentrato. Mi manca la preparazione e la tensione prima della partita".

Sul ritorno del Milan: "C'è tanta voglia di tornare e sentire quella musica. Il Milan sa stringere i denti nei momenti difficili, è cresciuto tanto. Questa Champions aiuterà ancora i giovani a crescere e avere esperienza. Questo Milan ha grandi potenzialità".

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