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Milan, la verità di Scaroni sul futuro di Pioli. Su stadio e Leao dice che …

intervista Scaroni AC Milan
Paolo Scaroni, Presidente del Milan, ha parlato a 'Radio Anch'Io Sport' su Rai Radio 1: ecco tutte le dichiarazioni del numero uno rossonero
Daniele Triolo Redattore 

Paolo Scaroni, Presidente del Milan, è intervenuto questa mattina a 'Radio Anch'Io Sport', in onda sulle frequenze di 'Rai Radio 1' parlando di vari temi di attualità rossonera. Ecco, dunque, le dichiarazioni di Scaroni.

Milan, le parole di Scaroni su Pioli, stadio e Leao

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Scaroni sul futuro di Stefano Pioli alla guida del Milan: "Mutuo le parole sia del nostro amministratore delegato Giorgio Furlani sia di Zlatan Ibrahimović: noi abbiamo fiducia totale in Pioli e i risultati ce la stanno rafforzando questa fiducia. Quindi per il momento calma piatta su questo fronte".

Sul possibile nuovo stadio del Milan a San Donato Milanese: "Abbiamo comprato i terreni, abbiamo avuto una decisione favorevole preliminare da parte del comune di San Donato, abbiamo tutta una serie di passaggi che riguardano la Regione e altri Enti locali. Siamo relativamente ottimisti, anche se in Italia essere ottimisti sulla costruzione degli stadi è un compito piuttosto arduo. Andiamo avanti, abbiamo bisogno di un nuovo stadio. Il Sindaco di Milano ci ha chiesto di fare un ultimo tentativo per vedere se è possibile una ristrutturazione, magari leggera, dello stadio di San Siro. Da questo punto di vista sono piuttosto negativo, non riesco a capire come si faccia a fare dei lavori importanti in uno stadio nel quale ogni settimana entrano 70mila persone. Tecnicamente è un tema difficile da affrontare. Ma ce lo chiede il sindaco e noi siamo rispettosi delle sue volontà".

Su Rafael Leao, che regala assist in quantità industriale ma che non trova il gol in campionato: "I suoi gol mi piacciono da matti, ma se continua a fare degli assist come quello di ieri mi va anche molto bene così".

Così Scaroni sulle riforme nel calcio italiano e in Serie A

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Scaroni sulle riforme nel calcio italiano: "Noi vediamo due disallineamenti tra le istituzioni e gli interessi dei club. Il primo è tra la Lega nel suo insieme e la federazione. Noi della Lega Serie A che finanziamo l'intero gioco del calcio italiano abbiamo il 12% del potere all'interno della Federazione. Questa è un'anomalia, frutto della Legge Melandri, che ci crea un senso di frustrazione perenne. La nostra voce all'interno della F.I.G.C. è flebile mentre dovrebbe essere forte, fortissima, visto che paghiamo tutti i conti del calcio italiano. Il secondo disallineamento è stato impropriamente definito tra piccole e grandi squadre. In realtà noi club che giochiamo le competizioni internazionali, che abbiamo tanti giocatori chiamati dalle nazionali lamentiamo le troppe partite. I calciatori giocano le coppe europee, le partite della Nazionale, la Coppa Italia e il campionato. Tutto questo porta a un carico di partite che diventa insopportabile e che è causa di tanti infortuni".

Sulla possibile riduzione della Serie A a 18 squadre: "Non so come funzionerà alla fine, verrà dibattuto oggi, mi auguro si arrivi a una soluzione. Lo abbiamo già avuto il campionato a 18 squadre, anzi lo ricordo anche a 16. Vogliamo evitare le troppe partite. Giochiamo troppo, è un tema anche per la salvaguardia dei nostri giocatori, che sono il nostro patrimonio. Non credo che un disallineamento condizioni l'altro, sono due tematiche diverse. La Lega deve contare di più all'interno della F.I.G.C., è un tema che riguarda tutti e che deve essere corretto". LEGGI ANCHE: Mercato Milan, due colpi importanti fanno sorridere i tifosi >>>

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