Milan, Savicevic: “Eravamo i migliori al mondo. Potevo andare alla Juventus…”

Dejan Savicevic, ex grande giocatore del Milan, ha parlato in diretta Instagram con Carlo Pellegatti dei suoi ricordi rossoneri del passato

di Renato Panno, @PannoRenato
Dejan Savicevic

ULTIME NEWS MILAN – Dejan Savicevic, ex grande giocatore del Milan, ha parlato in diretta Instagram con Carlo Pellegatti dei suoi ricordi rossoneri del passato. Ecco le dichiarazioni del ‘Genio’:

Sulla partita dello Scudetto del 1996: “Mi ricordo bene. Quel periodo la Fiorentina era una squadra forte e la partita era decisiva. Fa piacere ricordare questi periodi al Milan”.

Sui numeri 10 del Milan: “Il Milan ha sempre avuto grandi numeri 10 all’epoca, da Gianni Rivera in poi. Prima di me questo numero lo indossava Gullit, altro grande protagonista del Milan del passato. C’era anche Boban con Zaccheroni, poi Rui Costa, Seedorf. quello è stato un periodo d’oro”.

Un retroscena di mercato: “Avevo delle offerte da Juventus, Roma e Monaco. Però alla fine ho scelto il Milan e non ho sbagliato, il Milan è arrivato più tardi ma ci siamo messi d’accordo subito”.

Sulla partita giocata contro il Milan da avversario: “Quella partita era strana, io ero al militare, ho giocato un tempo e poi sono ritornato in caserma. Mi allenavo, facevo solo forza fisica senza pallone e ho fatto poco allenamento con la squadra. Non ero nemmeno al 50%. Non mi aspettavo di giocare, pensavo di andare in panchina e giocare una mezz’ora. Quando l’allenatore mi ha detto di giocare non me l’aspettavo, non potevo dire che non me la sentivo. Si vedeva che non avevo forza. Dopo due settimane però ho giocato meglio, avevo più allenamenti con la squadra, mangiavo e dormivo ad orari giusti e non mi alzavo alle 5 di mattina”.

Su Capello: “Capello era in una situazione molto difficile. C’erano i tre olandesi, poi siamo arrivati io Boban e Papin e per lui era molto difficile cambiare e darci i giusti minuti in campo. Papin giocava di più, anche Zvone ha avuto un bel minutaggio, io ho giocato 10 partite su 34. Era difficile per me che giocavo sempre prima. Il Milan aveva possibilità e forza economica e investiva più di tutti. Quindi poteva permettersi di avere dei giocatori di un certo livello in panchina e in tribuna”.

Sulla stagione 1992/1993: “Quel periodo eravamo la squadra più forte del mondo, avevamo una difesa e un portiere dei migliori italiani di sempre (Sebastiano Rossi ndr). C’erano Maldini, Costacurta, Baresi, Desalilly, Boban, Donadoni… Eravamo una grande squadra composta da grandi professionisti”.

Sulla stagione 1993/1994 e sul gol contro il Barcellona: “Mi dispiace che il Milan ultimamente non sta facendo buoni risultati e non si è ritrovato dopo l’era di Berlusconi. Ha sbagliato alcuni acquisti e non si mai è ripreso. Tutti noi tifosi speriamo che il Milan recuperi e ritorni in Champions League. In quella partita era favorito il Barcellona, noi giocavamo senza Baresi e Costacurta e per Capello era difficile ricostruire la squadra e trovare i giusti equilibri. Quando ho segnato ho visto Zubizarreta che è uscito e ho cercato di far gol e ci sono riuscito, ero nella mia serata, mi andavano bene anche tutti i dribbling”.

Sui 4 gol di Bari: “Quella sera non era la mia giornata non era come quella ad Atene, ma tutti i palloni che calciavo andavano in porta. Ma quella sera mica dribblavo, ma mi andava tutto bene comunque ed è una giornata che mi ricorderò perché segnare 4 gol in Serie A è difficilissimo”.

Sul gol contro la Reggiana: “Quella partita ho giocato bene, me lo ricordo. Segnavo da un serie importante di partite, poco prima della finale con l’Ajax. Era il mio miglior periodo di forma, però poi purtroppo mi sono fatto male”.

Sull’infortunio prima della finale: “Tredici giorni prima della finale mi sono stirato, ho tirato e ho sentito male davanti e dopo l’ecografia è uscito fuori che avevo uno stiramento. Non abbiamo detto alla stampa per strategia, ma si sapeva che non avrei giocato”.

Sulla stagione 1995/1996: “Era una squadra formata da grandi campioni. Quando è arrivato Weah abbiamo vinto subito il campionato, era una sorpresa per il campionato italiano perché tante partite le vinceva da solo. Il gol con la Lazio è passato vicino a Nesta come un treno. Contro la Roma mi ricordo che ho fatto un palo da 25 metri, ma ho anche rubato pallone a Giannini e dato assist a Weah”.

Su Baggio: “Era uno dei più grandi giocatori mai avuti dall’Italia. Ha segnato ovunque, forse nel Millan non ha fatto bene come nelle altre squadre. Si vedeva già in allenamento che era un grandissimo campione, ma era anche un grandissimo uomo. Ha spesso avuto problemi al ginocchio e soffriva tanto e so quanti sacrifici ha fatto per giocare così a lungo e bene”

Sui tifosi: “Quando vengo a Milano mi fa piacere l’accoglienza dei tifosi. Ho avuto fortuna a venire al Milan, sicuramente avrei fatto bene anche altrove. Ma il Milan era com’è adesso il Barcellona, eravamo sempre in finale di Champions League, a Tokyo per la Coppa Intercontinentale, ed eravamo la squadra più vista al mondo. Sicuramente non avrei vinto tanto quello che ho vinto al Milan e non sarei stato visto come mi vedono i tifosi del Milan adesso”.

Su chi gli somiglia oggi: “Tanti grandi giocatori ci sono oggi. Uno mancino molto più forte di me è Messi, rispondo che è meglio di Ronaldo quando me lo chiedono. Uno dei più forti è stato Ronaldo il Fenomeno”.

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