INTERVISTE

Bertolucci: “Leao, più Fognini che Sinner. #PioliOut? Non lo capisco!”

Daniele Triolo Redattore 
Paolo Bertolucci, ex campione di tennis e tifoso rossonero, ha parlato di Rafael Leao, Stefano Pioli e non soltanto prima di Milan-Roma

Paolo Bertolucci, ex campione di tennis e tifoso rossonero, ha parlato di Rafael Leao, Stefano Pioli e, ovviamente, Milan-Roma di questa sera a 'La Gazzetta dello Sport' stamattina in edicola. Ecco, dunque, le sue dichiarazioni.

Milan-Roma, Leao, Pioli e altro: le parole di Bertolucci

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Sul paragone tra Leao e Jannik Sinner, fenomeno del tennis e anch'egli tifoso del Milan: «Sono due sportivi diversissimi. Rafa può essere paragonato a Fognini, talentuoso ma discontinuo. A 24 anni sarà difficile correggerlo: migliorarlo sì, ma le caratteristiche di base restano quelle. Se in futuro arrivasse per lui un’offerta seria per cederlo, perché non pensarci? Sinner è l’opposto: c’è sempre, non va a fiammate, è dentro la partita da quando entra in campo fino a quando esce. Ha una forza mentale che in pochi hanno. Possibili paragoni rossoneri? Oggi non reggono, dovremmo tornare ai campioni del grande Milan».

Sulla possibilità che il Milan rimonti in classifica e vinca lo Scudetto: «Oggi seguo con affetto e apprensione. Dopo la partita d’andata all’Olimpico immaginavo un’altra stagione ricca di soddisfazioni. Ora vedo una squadra deficitaria: gli infortuni hanno compromesso la situazione, in quello siamo campioni del mondo. Di conseguenza hanno esordito tanti giovani, che però possono scivolare».

Sulle possibili responsabilità di Pioli nel calo del Milan: «Non so cosa accada a Milanello, non mi permetterei di giudicare da quattrocento chilometri di distanza. Ma credo pochissimo ai cambi in corsa a meno di un crollo inarrestabile. La corsa al Pioli “out” non la capisco, anche perché servirebbe un “in”. Nessuno di quelli che critica offre soluzioni credibili per un futuro allenatore che subentri e garantisca subito risultati. Se il club ritiene che il ciclo sia finito si muoverà in estate. Non sono dell’idea di cambiare a pochi mesi dalla fine della stagione».


Su Milan-Roma decisiva per la qualificazione alla prossima Champions League: «Resta uno scontro diretto, tra due squadre che arrivano con più di una ferita addosso. Se la Roma perde finisce troppo indietro, se perde il Milan rischia di trovarsi con le inseguitrici con il fiato sul collo. Sono due squadre con il morale non alle stelle, io ovviamente spero si risollevi il Milan. Ritornasse la squadra vista all’andata saremmo a posto».

Sull'eventuale dispiacere, in caso di una vittoria del Milan, per l'amico giallorosso Adriano Panatta: «Lui sa che vinco quasi sempre io, per me è diventato un divertimento. Come tifosi siamo entrambi un po’ giù, poi ci chiameremo, ci prenderemo in giro sulla partita e spero di sentirlo ancora più insoddisfatto ...».

Su chi punta per la vittoria del Diavolo in Milan-Roma: «Christian Pulisic mi piace, è affidabile, concreto, garanzia di rendimento. Apprezzo la sua serietà, si vede che sa comportarsi e non a caso arriva da campionati esteri. Non fa sceneggiate, non perde tempo. Nel nostro calcio serve più attenzione da questo punto di vista. Ci concentriamo poco sull’aspetto strettamente sportivo. Il rigore di Milan-Atalanta lo abbiamo rivisto decine di volte, dei meriti o demeriti delle due squadre si è parlato meno».

Su Theo Hernández difensore centrale: «Da tifoso e sportivo sono rimasto colpito dalla disponibilità a calarsi in un ruolo non suo. Ma è la dimostrazione di quanto gli infortuni abbiano inciso: così la coperta è corta, tiri da una parte e resti senza dell’altra. Theo è stato bravo da centrale ma sono contento che torni a sinistra: mi mancano le sue discese». LEGGI ANCHE: Milan, arriva questo attaccante? Pellegatti: "Mi piace tanto!" >>>


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